L’hotel Patria autogestito in attesa di ristrutturazione - QdS

L’hotel Patria autogestito in attesa di ristrutturazione

Desiree Miranda

L’hotel Patria autogestito in attesa di ristrutturazione

mercoledì 24 Aprile 2013 - 00:00
L’hotel Patria autogestito in attesa di ristrutturazione

Gli studenti dell’UniPa vogliono la residenza universitaria a pieno servizio. Il progetto di restauro (2 mld di lire) era partito nel 2000

PALERMO – È stato ristrutturato anni fa, ma non è mai entrato in funzione come studentato perché i lavori non sono stati mai completati del tutto, così circa 100 posti letto che potrebbero essere messi a disposizione degli studenti si perdono ogni anno. Ma gli studenti dell’Università degli studi di Palermo proprio non ci stanno ad accettare questa situazione così sono tornati ad occupare l’hotel Patria la scorsa settimana. L’idea è quella di costruire una residenza autogestita quindi “lasceremo l’hotel Patria solo quando la struttura sarà aperta dall’università”, fanno sapere.
L’Hotel Patria si trova nel cuore pulsante della Kalsa, nel centro storico. Trasformato nell’Ottocento in albergo, in passato era noto più semplicemente come Palazzo Noselli d’Aragona. Con il tempo si è poi via via trasformato in un eterno cantiere. Il progetto di restauro, per il quale sono stati stanziati 4 miliardi di vecchie lire, era partito nel giugno del 2000 ed è stato curato negli anni dall’Iacp a seguito di un accordo tra lo stesso istituto delle case popolari, l’allora sindaco Orlando e Università. Doveva essere messo a disposizione degli studenti fuori sede, per cui è nato il servizio, ma in fase di ristrutturazione ne è anche nato un contenzioso con alcuni condomini per una scala che ancora aspetta la sentenza di Cassazione. Nel tempo quindi poco o nulla è cambiato e gli studenti palermitani si trovano sempre più con servizi in diminuzione e sempre più scadenti.
“Uno spreco paradossale in un quadro già disastrato dell’università italiana che vede un aumento progressivo delle tasse e dei disservizi (tagli alle borse di studio, ai posti letto, alle mense), negando così i diritti fondamentali a centinaia di studenti fuori sede, lavoratori o, più banalmente, giovani studenti-già-precari quotidianamente impegnati nella ricerca di forme di reddito finalizzate all’appagamento di bisogni ignorati dall’istituzione ma intrinsecamente legati alla loro formazione – acquisto di libri, frequentazione di cinema, teatri, corsi di lingua, mostre, viaggi di studio – e alla loro stessa riproduzione sociale – vitto e alloggio in primis. La realizzazione di uno studentato autogestito, HPO – Hotel Patria Occupato, risponde a queste emergenze proprio al livello dell’autorappresentazione e dell’autorganizzazione”, dichiarano gli studenti occupanti.
Avviata quindi una campagna per la ricerca di arredi da poter impiegare nel nuovo studentato autogestito. E dal canto suo il rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla specifica che se da una parte “non è condivisibile il metodo dell’occupazione”, dall’altra concorda con gli studenti perché “l’esigenza di spazi è autentica e la richiesta degli studenti assolutamente legittima”. Auspica dunque “che tale necessità venga seriamente presa in considerazione dalle autorità regionali, e che sia assicurata una particolare attenzione alla residenzialità universitaria, tassello indispensabile per assicurare il diritto allo studio”.

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