Consumo di suolo: cementificazione record in Sicilia, +7% in un anno - QdS

Consumo di suolo: cementificazione record in Sicilia, +7% in un anno

Consumo di suolo: cementificazione record in Sicilia, +7% in un anno

sabato 23 Giugno 2018
La cementificazione, dal 1950 al 2011, è cresciuta in Italia del 166%, a fronte di un aumento della popolazione del 28% (Istat).
 
La Sicilia, secondo il rapporto Ispra del 2017, è con un +7,18 (rilevazione da novembre 2015 a maggio 2016) una delle regioni che hanno maggiormente contribuito all’aumento del consumo di suolo.
 
Malgrado questo, milioni di persone vivono in alloggi inadeguati o hanno il problema della casa.
 
Se ne è parlato a Palermo in un convegno del "Forum nazionale salviamo il paesaggio", nel corso del quale è stato presentato il disegno di legge "Norme per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati".
 
La misura in questione è stata elaborata, nell’ambito del Forum, dal cosiddetto "gruppo dei 75", che comprende esponenti delle associazioni ambientaliste, della Cgil ed esperti di varie discipline, ha avuto una gestazione di 13 mesi e dopo essere stata sottoposta all’analisi di tutte le forze politiche il 23 marzo, giorno di insediamento del Parlamento, è stata presentata alla Camera del M5S.
 
"Si tratta di un provvedimento dunque partito dal basso – ha detto Alessandro Mortarino, coordinato del gruppo dei 75 – che diventa ora punto di riferimento e di partenza per la discussione parlamentare".
 
Il consumo di suolo nel Paese da novembre 2015 a maggio 2016 è andato avanti al ritmo di 50 chilometri quadrati al giorno: una velocità di trasformazione pari a 3 metri quadrati di suolo ogni secondo.
 
"Il tema principale in questo contesto – ha rilevato Salvatore Lo Balbo della Cgil – è quello di fare rivivere i centri storici e di recuperare le periferie. In Sicilia oggi il totale degli edifici a uso abitativo è di oltre 1,7 milioni ma di essi 130 mila sono vuoti o inutilizzati. A questi vanno aggiunti gli immobili pubblici abbandonati e il patrimonio edilizio costruito nel dopoguerra, oggi fatiscente. Si aggiungono ancora i beni immobili sequestrati o confiscato alla mafia".
 
"Per la Cgil Sicilia – ha aggiunto Mimma Argurio, della segreteria della Cgil Sicilia – questi contenuti devono diventare una piattaforma integrata per lo sviluppo sostenibile".
 

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