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Catania – Acireale, minacce alle Istituzioni

Mariaelena Casaretti

Catania – Acireale, minacce alle Istituzioni

sabato 04 Aprile 2015 - 04:00
Catania – Acireale, minacce alle Istituzioni

Bomba carta esplode sotto casa del sindaco Barbagallo, è il secondo avvertimento in poche settimane. Dopo poche ore macabro avviso al deputato regionale Nicola D’Agostino

ACIREALE – Settimana Santa nel terrore ad Acireale. La cittadina etnea, conosciuta in tutta l’Isola come capitale di uno sfarzoso carnevale, è ultimamente scenario di un susseguirsi di atti intimidatori ai danni del primo cittadino, Roberto Barbagallo, già vittima di un incendio doloso lo scorso 21 febbraio. Anche stavolta è la macchina del sindaco a farne le spese. Una bomba carta è stata fatta esplodere la notte a cavallo tra il 2 e il 3 aprile, tra il portone dell’abitazione del sindaco e l’automobile della moglie.
Secondo le testimonianze dei vicini di casa, prima dello scoppio, si sarebbe sentito un motociclo passare per la strada, in Via Firenze, e rallentare. Barbagallo, che aveva rilasciato dichiarazioni positive in merito alla prima avvisaglia intimidatoria ricevuta, accusa invece questa seconda minaccia, lasciando agli inquirenti l’importante compito di rintracciarne la pista criminosa, questa volta più esplicita perché non isolata. Una testa di capretto con un proiettile conficcato nella fronte è stata, infatti, fatta trovare ieri mattina appesa al cancello di casa del deputato regionale Nicola D’Agostino.
“Non posso non sommare – ha detto D’Agostino – quanto accaduto davanti a casa del sindaco e davanti a casa mia. La matrice sarà sicuramente legata all’attività amministrativa del Comune. Il proiettile in testa al capretto è una cosa truce, un grave avvertimento”. Da sottolineare come la macabra scena sia toccata proprio a D’Agostino, che nei giorni scorsi aveva inviato un importante messaggio di solidarietà al sindaco: ”Se qualcuno pensa di farci cambiare idee e comportamenti, con questo vile attentato ha solo ottenuto l’effetto opposto: saremo più convinti ed ostinati di prima. Non ci faremo intimidire da piccoli mafiosetti che pretendono attenzione”.
Ieri riunione del Comitato provinciale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica.

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