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Palermo – Scontro sul futuro di aeroporto e Gesap

Gaspare Ingargiola

Palermo – Scontro sul futuro di aeroporto e Gesap

martedì 23 Giugno 2015 - 16:00
Palermo – Scontro sul futuro di aeroporto e Gesap

Dalle accuse dell’Enac sui ritardi per gli interventi infrastrutturali al destino del Cda della società. Il 30 giugno si concluderà il mandato dell’attuale Consiglio di amministrazione

PALERMO – Da una parte lo scontro in piena regola tra la Gesap e l’Enac sui ritardi – o presunti tali – della spesa per gli interventi infrastrutturali all’interno dell’aeroporto Falcone Borsellino. Dall’altra la lotta intestina tra i soci, i Comuni di Palermo e Cinisi da un parte, la Provincia dall’altra, sull’articolo 21 dello Statuto societario, che elenca le competenze dell’amministratore delegato.
A poco più di una settimana dal rinnovo del Consiglio di amministrazione la Gesap finisce ancora una volta nell’occhio del ciclone. Ad accendere la miccia il presidente dell’Enac, l’Ente nazionale aviazione civile, Vito Riggio, che ha attaccato la società per “i ritardi negli investimenti”. L’occasione è stata la presentazione del Rapporto e Bilancio sociale 2014 dell’Enac. Riggio ha pronunciato apertamente le sue accuse davanti al presidente del Senato, Pietro Grasso, palermitano come lui, e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.
Il contratto di programma per lo scalo di Punta Raisi stipulato tra la Gesap e l’Enac per il periodo 2011-2014 prevede, tra le altre cose, l’ampliamento del piazzale aeromobili, la ristrutturazione e l’ampliamento del terminal passeggeri, la riqualificazione delle piste di volo, il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture air side e gli interventi sulla viabilità. La nuova legge antisismica, inoltre, imporrebbe un investimento di 40 milioni di euro per l’adeguamento dei sistemi di sicurezza.
In questi anni, però, il cda presieduto da Fabio Giambrone non è rimasto con le mani in mano: per il secondo anno consecutivo il bilancio è stato chiuso in utile (nel 2014 2,3 milioni di euro lordi), passeggeri e rotte sono in aumento, ci sono tre basi aeree fisse (Ryanair, Volotea e Vueling) e c’è stata una decisa accelerazione sui cantieri: il Curb arrivi e il Curb partenze sono stati rifatti, la Palazzina Servizi è terminata, sono in corso i lavori per la centrale termica e la terza sala check-in ed entro settembre dovrebbe essere consegnata la nuova hall arrivi. Inoltre è stata già indetta una gara da 8 milioni di euro per l’ampliamento del piazzale.
Certo, lo stop al processo di privatizzazione dopo l’arresto di Roberto Helg e la valutazione dell’advisor ritenuta insufficiente (circa 110 milioni di euro) è stato un brutto colpo. Riggio, fra le altre cose, ha chiesto proprio di accelerare la vendita per evitare una ricapitalizzazione da parte degli azionisti.
L’altra guerra esplosa in questi giorni riguarda l’articolo 21 dello Statuto Gesap, che definisce, tra le altre cose, le competenze dell’ad: “Deve essere scelto – recita l’articolo – tra soggetti in possesso di requisiti di comprovata esperienza e di elevata professionalità conseguiti e maturati per tre anni – e comunque non oltre i cinque anni precedenti la nomina – nello svolgimento di ruoli apicali in società per azioni che non abbiano chiuso in perdita il bilancio per tre anni consecutivi”.
Il 30 giugno il cda scade e la Provincia, retta dal commissario Manlio Munafò, ha chiesto di modificare i requisiti per questa figura apicale. Ipotesi alla quale Giambrone si è detto fermamente contrario. Anche i Comuni di Palermo e Cinisi si sono opposti: “Non intendiamo commentare – hanno scritto in una nota congiunta i sindaci Leoluca Orlando e Giangiacomo Palazzolo – la frettolosità della richiesta, limitandoci a ricordare che risulta convocata per il 30 giugno l’assemblea ordinaria. Riteniamo doveroso chiedere alla Provincia, che ricordiamo essere, sia pur commissariata, un Ente pubblico, di rendere preventivamente note le proposte di modifica di statuto oggetto della richiesta di convocazione e di darne dovuta conoscenza alla pubblica opinione, nonché all’Authority anticorruzione e alla Procura della Repubblica”.
Il problema, per i due Comuni, è che in seno al Consiglio di amministratore le carte sono in mano alla Regione Siciliana, malgrado non abbia quote azionarie: Palazzo d’Orleans nomina un componente, la Provincia e la Camera di Commercio commissariate altri due, per un totale di tre, contro i due di Palermo e Cinisi. Insomma, l’ennesima battaglia attorno alla Gesap è appena iniziata.

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