Arriva dalla Cassazione l'ok al referendum - QdS

Arriva dalla Cassazione l’ok al referendum

redazione

Arriva dalla Cassazione l’ok al referendum

martedì 09 Agosto 2016 - 10:00
Arriva dalla Cassazione l’ok al referendum

Per l’esecutivo scatta ora il conto alla rovescia per la scelta della data del voto. Scelta che avverrà, comunque, dopo la pausa estiva

ROMA – La Cassazione ha ammesso la richiesta di referendum sulla riforma costituzionale del governo Renzi.
Dopo il riconoscimento di “conformità” della richiesta, depositata il 14 luglio scorso, scatta ora il conto alla rovescia per la scelta della data del voto. Scelta che avverrà, comunque, dopo la pausa estiva. Se, infatti, la suprema Corte ha accelerato i tempi, anticipando di qualche giorno la propria decisione – aveva tempo fino al 15 agosto – l’ultimo Consiglio dei ministri, che con ogni probabilità si terrà mercoledì prossimo, non potrà trattare di questo argomento. Devono, infatti, passare dieci giorni di tempo dal pronunciamento della Cassazione per gli eventuali ricorsi.
Già nella giornata di ieri , comunque, come prevede la procedura, partirà alla volta del Quirinale l’annuncio ufficiale dell’avvenuto controllo delle firme. Quindi il governo avrà 60 giorni di tempo per scegliere la data del referendum, il cui decreto sarà firmato dal presidente Sergio Mattarella. La data per la consultazione referendaria potrà essere collocata in una domenica, compresa tra il 50° e il 70° giorno dopo il decreto di indizione.
Dunque il governo avrà tempo fino alla prima settimana di ottobre per scegliere la data del referendum. Una decisione da ponderare attentamente visti anche gli scontri e le divisioni che all’interno dello stesso partito di maggioranza, il Pd, si sono appalesati in modo netto. Il fronte del no si fa sentire e la minoranza dem torna sulla necessità di modificare l’Italicum.
Nessuna esclusione di colpi. Secondo Massimo Mucchetti con il referendum di “lorsignori” (“Chi sono i sostenitori del sì al referendum? Non i migliori costituzionalisti ma i vertici di Confindustria, delle grandi società pubbliche, di Intesa San Paolo, Mediobanca, Pirelli. Sembrano la city pro Remain contro Brexit) Renzi rischia di “diventare il Cameron de noantri, l’usbergo di quell’establishment finanziario che ha sempre qualcosa da chiedere al governo”.
Ma il premier tira dritto ritwittando il messaggio del Comitato per il sì: “Adesso possiamo dirlo: questo è il referendum degli italiani. Leggi perchè: bastaunsi.it/referendumdegliitaliani.net”.

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