Aree industriali, 80 milioni per ripartire - QdS

Aree industriali, 80 milioni per ripartire

Rosario Battiato

Aree industriali, 80 milioni per ripartire

mercoledì 24 Agosto 2016 - 02:00
Aree industriali, 80 milioni per ripartire

Il senatore Giuseppe Lumia (Pd): “Entro ottobre e novembre saranno avviate importanti opere di potenziamento”. Attenzione ai rischi siciliani: incompiute e tempi lunghissimi per attuazione interventi

PALERMO – Adesso i fondi per il rilancio ci sono e bisognerà spenderli in tempi utili. Dopo i 400 milioni di euro per avviare il risanamento delle emergenze ambientali dell’Isola, argomento che abbiamo approfondito nell’inchiesta di ieri, è la volta di analizzare la porzione di circa 80 milioni di euro destinata al rilancio delle aree industriali siciliane. Somme che derivano dai 2,3 miliardi sbloccati nel corso della riunione Cipe dello scorso 10 agosto che ha visto la distribuzione delle risorse della programmazione 2014-2020.
A fornire tutti i dettagli è stato il senatore democratico Giuseppe Lumia, che ha pubblicato numeri e destinazioni in un lungo post sul proprio sito ufficiale. “Entro i prossimi mesi di ottobre e novembre – ha scritto – saranno avviate importanti opere di potenziamento dell’agglomerato di Termini Imerese e anche per gli altri agglomerati dell’Isola sono previsti notevoli investimenti”.
Il blocco più corposo è destinato a Termini Imerese, proprio nel Comune che più di molti altri ha sofferto la crisi industriale e che soltanto di recente, a circa cinque anni dall’addio della Fiat, sta assistendo a una effettiva opera di reindustrializzazione da parte della Blutec che ha avviato le prime assunzioni e che alla fine di settembre presenterà al Mise la seconda fase del proprio piano industriale per la produzione di auto ibride ed elettriche. Intanto dal Cipe, secondo quanto riportato da Lumia, via libera a quasi 32 milioni di euro investimenti per quattro interventi: progetto di completamento delle opere viarie di urbanizzazione a servizio dell’area di 3^ fase – Zona compresa tra la contrada Molara e la stazione di Fiumetorto (12,5 milioni); progetto per la realizzazione di un sistema di fibre ottiche (11 milioni); opere di urbanizzazione primaria nelle aree di II fase (5,2 milioni); lavori di messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture (3 milioni). Opere che vanno ad aggregarsi “all’impianto di pubblica illuminazione delle strade a servizio dell’area industriale termitana, con sistemi innovativi e opere di manutenzione correlate (4,8 milioni)”.
Previsti per novembre gli altri appalti che riguarderanno il resto delle aree industriali siciliani. In ballo ci sono circa 50 milioni di euro per la realizzazione di opere immediatamente cantierabili. Per Lumia si tratta di interventi “fondamentali per migliorare le condizioni di produzione, venire incontro alle esigenze delle imprese siciliane e incoraggiare l’insediamento di nuove aziende”. E in tal senso “l’Irsap è pronto a dare immediata esecuzione ai progetti di riqualificazione delle zone industriali siciliane”.
Adesso bisognerà spenderli, perché l’incubo incompiute è sempre dietro l’angolo. E in questo campo la Sicilia è particolarmente esperta. L’ultimo censimento della Regione, pubblicato sul portale dell’anagrafe delle opere incompiute, ha consolidato 215 opere incompiute (mezzo miliardo di spesa immobilizzata, 320 milioni per completarle), un quarto di quelle presenti in tutta Italia. Tra queste ce ne sono diverse collegate alle aree industriali e artigianali. Inoltre l’Isola è lenta: la durata netta delle fasi di attuazione degli interventi infrastrutturali viaggia oltre i sei anni e supera la media meridionale di due anni (dipartimento sviluppo economico e Unità di Verifica degli Investimenti Pubblici). Se qualcosa è cambiato, bisognerà partire dalla dimostrazione che la Regione non spreca più queste occasioni.

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