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Catania – Le periferie diventano isolate, colpa dei tagli decisi dall’Amt

Melania Tanteri

Catania – Le periferie diventano isolate, colpa dei tagli decisi dall’Amt

mercoledì 23 Giugno 2010 - 00:00

Il consigliere Manfredi Zammataro (La Destra) ha denunciato anche le difficoltà dei diversabili. Interi quartieri tagliati fuori dalle corse. Protestano i Consigli di municipalità

CATANIA – Un nuovo aggettivo descrive oggi le periferie della città: ai molti che si potrebbero utilizzare, degradate, inascoltate, abbandonate, si è aggiunto isolate. L’Azienda municipale dei trasporti, nell’ambito della riorganizzazione e razionalizzazione attuate dalla Commissione amministratrice nell’ultimo anno, e in attuazione della proposta di ristrutturazione della rete approvata dal Consiglio comunale, ha infatti deciso la soppressione di alcune linee, in particolare nei giorni festivi, molte delle quali da e per i quartieri periferici. Alla base di tale decisione, secondo i vertici dell’azienda, nell’ottica complessiva della necessità di fare economia e ridurre la spesa corrente, il numero di utenti inferiore al minimo.
“La necessità di ridurre o sopprimere alcune linee – ha spiegato Roberto Sanfilippo, presidente dell’Amt – è stata dettata dal particolare momento di austerity che stiamo attraversando e in cui tocca a tutti, amministratori, dipendenti e cittadini, fare la propria parte”.
Eppure, i cittadini chiamati a pagare sembrano essere sempre gli stessi, con anziani e giovani in testa, e le zone colpite sembrano essere sempre quelle periferiche, come attestano le centinaia e centinaia di firme raccolte dai Consigli di municipalità, dall’VIII, San Leone – Rapisardi, alla IV, Barriera – Canalicchio, alla IX, Librino – San Giorgio, che si sono fatte portavoce delle istanze dei cittadini e hanno chiesto il ripristino delle linee soppresse.
“La linea 601 – spiega Antonio Siscaro, presidente dell’VIII circoscrizione – era stata istituita per coprire, nel lungo percorso, ben sette istituti scolastici. Possiamo capire la soppressione di qualche linea ma di un servizio fondamentale come questo no”.
E se per gli studenti di una vasta porzione di città spostarsi è diventato più difficile, stessa sorte è toccata agli anziani residenti a Canalicchio: il percorso della linea 536, che abitualmente arrivava fino in piazza Borsellino, alle spalle del Comune, è stato oggi modificato. L’autobus non ferma più nei pressi della pescheria, dove in tanti andavano a fare la spesa, ma in piazza della Repubblica.
“Insieme al Consiglio di quartiere – spiega Pina Rapicavoli, consigliera della IV municipalità – abbiamo presentato una mozione all’amministrazione per la tutela dei cittadini del quartiere, ma non abbiamo ottenuto nulla se non promesse”.
A Librino, invece, è l’801 a essere stata soppresso la domenica, una linea utilizzata da oltre 400 persone, oggi limitate negli spostamenti e costrette ad avventurarsi a piedi, in un quartiere senza semafori pedonali e pieno di barriere architettoniche, per chilometri.
“In un quartiere come questo – ha denunciato Giovanni Ravasco, che a Librino ha un centro di assistenza – privo di esercizi commerciali e di luoghi di svago, la possibilità di spostarsi con il mezzo pubblico diventa fondamentale. Per questo abbiamo raccolto oltre 200 firme, per chiedere quanto meno il ripristino di alcune corse la domenica”.
Una riorganizzazione aziendale, quella dell’Amt dunque, che sembra aver colpito maggiormente le fasce deboli, tagliate fuori dalla riduzione delle corse e costrette ad andare a piedi per raggiungere il centro. Isolamento che coinvolge anche la categorie dei disabili, relativamente ai quali, denuncia il consigliere de La Destra, Manfredi Zammataro, non c’è nessuna politica di tutela, né organizzazione.
“Molti autobus – ha denunciato – non hanno la pedana per i diversabili perché vetusti e quando ce l’hanno, spesso non funziona”.

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