Ars: piano Pitre respinto - QdS

Ars: piano Pitre respinto

Lucia Russo

Ars: piano Pitre respinto

venerdì 07 Ottobre 2011 - 00:00

Parere contrario della Commissione Bilancio, presieduta da Savona. Il Piano per l’innovazione della Regione in ritardo di 2 mesi

PALERMO – Respinto il Pitre (Piano per l’innovazione tecnologica della Regione), già in forte ritardo, in quanto secondo la legge regionale 5/2011 doveva essere approvato entro il 26 luglio. A bloccarlo la commissione Bilancio, il cui parere era necessario. Il presidente Riccardo Savona ha dichiarato: “nel corso dei lavori sono emerse delle criticità sulla natura, sull’impiego e sulla quantificazione delle risorse previste per l’attuazione del piano. Inoltre non sono chiare le modalità attraverso le quali Sicilia e-Servizi si colloca operativamente e finanziariamente all’interno del Pitrè. A fronte di queste valutazioni la commissione ha ritenuto opportuno esprimere parere contrario”.
Ma Armao è attento al momento a quello che succede a Roma: “L’economia italiana è in ginocchio non soltanto per gli effetti della speculazione ma soprattutto a causa di un’errata impostazione di politica economica del governo nazionale” . Nel corso del dibattito a Sala d’Ercole, che si è concluso mercoledi sera con l’approvazione del Dpef 2012-14, l’assessore ha parlato dati alla mano: “In tre anni l’incremento del debito pubblico, vero cancro del nostro sistema economico, è stato del 15%. Qualche giorno fa Svimez ha evidenziato il crollo degli investimenti verso la Sicilia e il Mezzogiorno e lo tsunami demografico che ha colpito i giovani dai 15 ai 34 anni definiti come una generazione ‘neet’ (not in education, employment, training) che non ha mai completato un corso di studi superiore, non ha mai avuto un lavoro a tempo indeterminato e mai una pensione. A tutti i siciliani, ma in maniera particolare a queste persone, va la nostra attenzione e lo sforzo che stiamo mettendo in campo”. Queste dichiarazioni, alla luce anche del fatto che Moody’s – secondo Armao “a causa del declassamento del rating dello Stato Italiano” – ha diminuito il rating della Regione Siciliana portandolo da A1 ad A3.
Il Dpef è stato esitato su ordine del giorno della maggioranza. Il capogruppo di Alleati per la Sicilia, Nunzio Cappadona, uno dei parlamentari firmatari, ha dichiarato: “ L’approvazione del Dpef 2012-2014 è lo strumento propedeutico per arrivare ad approvare il bilancio della Regione entro il mese di dicembre”.
I lavori di Sala d’Ercole sono stati rinviati a martedì 11 ottobre alle ore 16 con all’ordine del giorno lo svolgimento di interrogazioni della rubrica “Famiglia, politiche sociali e lavoro e il seguito della discussione del disegno di legge sulla “Promozione della lingua dei segni italiana.
L’assessore Armao ieri era a Roma per partecipare alla riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle province autonome convocata per esprimere valutazioni e osservazioni sul disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale.
“Da quanto la Lega detta la linea politica sulle autonomie – ha detto Armao – la Sicilia si cita solo per cercare di dimostrare che questa è la patria di tutte le disfunzioni. Non è più ammesso far melina con gli interessi dei siciliani. Molte delle difficoltà finanziarie che gravano sulla Regione ed incidono sui servizi ai siciliani, infatti, potrebbero essere superate se solo si riconoscesse quel che alla Sicilia è dovuto in attuazione degli art. 36 e 37 dello Statuto, con il trasferimento delle accise sui prodotti petroliferi”. “Abbiamo espresso – ha puntualizzato Armao – un giudizio fortemente critico con le altre Regioni sul disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale e abbiamo richiesto il pieno coinvolgimento delle Regioni e degli organi di rappresentanza, appositamente individuati dalla recente riforma sul federalismo fiscale, per realizzare una reale semplificazione e chiarezza per gli adempimenti a carico dei contribuenti e la lotta all’evasione fiscale e giungere ad una piena conoscenza degli effetti finanziari sui sistemi economici delle regioni”.
Infine, dopo la sospensione del decreto “Punti nascita” su proposta del presidente della commissione Sanità dell’Ars, Giuseppe Laccoto, l’assessore Russo ha ribadito: ”Gli esperti del settore hanno detto che le comunità scientifiche difendono il decreto che per la prima volta è frutto del lavoro di tavoli tecnici a cui hanno partecipato i massimi esperti della materia e che sintetizza le esigenze di sicurezza delle mamme e dei loro bambini con le esigenze degli operatori sanitari”. “Sul problema delle deroghe – ha aggiunto Russo – ho accettato la proposta di Laccoto, perchè una pausa di riflessione potrà senz’altro giovare alla politica per fare scelte oculate e opportune. Non ho alcun pregiudizio a rimodulare le deroghe – anche a cancellarle, se cio’ sara’ ritenuto opportuno – purchè cio’ avvenga nel rispetto di parametri oggettivi e nella massima trasparenza”.

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