Record di gruppi all’Ars. Con l’Mps salgono a 9 - QdS

Record di gruppi all’Ars. Con l’Mps salgono a 9

Raffaella Pessina

Record di gruppi all’Ars. Con l’Mps salgono a 9

venerdì 06 Aprile 2012 - 00:00

All’origine erano solo quattro, il più folto con 26 deputati è rimasto il Pd. Ruggirello nominato capogruppo del partito filogovernativo

PALERMO – La prossima settimana sarà la riunione della commissione Bilancio il primo appuntamento a Palazzo dei Normanni e poi sarà la volta della riunione a Sala d’Ercole giovedì mattina, sempre che la finanziaria sia stata esitata dalla commissione di merito.
Intanto all’Ars si è formato un nuovo gruppo parlamentare, per il quale probabilmente si dovranno prevedere contributi in base al numero dei componenti, così come previsto dal regolamento interno. Si tratta del Movimento popolare siciliano, presentato ufficialmente qualche tempo fa. Sarà Paolo Ruggirello il capogruppo e gli altri componenti sono Riccardo Savona, presidente della commissione Bilancio, Mario Bonomo, Giovanni Cristaudo e Giovanni Greco. Il movimento è filogovernativo.
Sono così ormai 9 i gruppi parlamentari presenti a Palazzo dei Normanni, dagli originari 4 dall’inizio della quindicesima legislatura. Ad oggi sono presenti “Futuro e Libertà” con 4 deputati , “Grande Sud” con 5 , il Pdl con 19 parlamentari , il Movimento popolare con 5, l’Mpa con 14 deputati, il Partito democratico con 26 componenti, il Pid con 4 , l’Udc con 8 e infine il Gruppo misto con cinque componenti. Smentite le voci di una polemica fra l’assessore all’Economia Gaetano Armao e il presidente della Regione Lombardo sui contenuti della finanziaria.
“Lavoriamo in sintonia con Armao per approvare bilancio e finanziaria”. Così scrive sul suo blog il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. “Non posso che essere grato ad Armao, a Bossone, a Pisciotta e agli altri collaboratori che hanno fatto i salti mortali per star dietro a ipotesi, accordi, misure per la crescita o per il contenimento della spesa che sono emerse nel corso di dibattiti, in assemblea, in commissione o altrove”, scrive ancora Lombardo, che spiega: “D’altro canto io sono stato invitato ad andare in commissione Bilancio, e in questi giorni spero di poter andare. Con Armao conto poi di sentire i capigruppo e i deputati che sono portatori di idee. L’interessante è che i conti quadrino, ci siano misure di contenimento e riduzione della spesa, ci siano misure di aumento delle entrate, si facciano i tagli per evitare che il bilancio non stia in piedi e poi ci siano misure per la crescita: dai confidi, all’anti taroccamento, alla Serit eccetera. Tra le altre cose – prosegue il presidente- credo che non si possa ignorare che c’è un debito che abbiamo con i regionali, legato a contratti che avevano oneri che non sono stati sostenuti dalla Regione”. “Qualcuno a volte vuole seminare zizzania” – ha detto l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, a proposito della presenza il prossimo mercoledì in commissione Bilancio all’Ars del presidente della Regione Raffaele Lombardo, cosa letto da alcuni come un presa di distanza del governatore da Armao sulla stesura della finanziaria. “La presenza del presidente della Regione in commissione Bilancio – ha aggiunto Armao- è assolutamente normale in tempi di finanziaria”.
Intanto ieri si è tenuta una riunione con i Presidenti dell’Anci Sicilia e dell’Urps (comuni e province) e Armao per definire alcune questioni che interessano i bilanci degli enti locali con riferimento ai trasferimenti dello Stato, alla luce delle due sentenze sul federalismo fiscale emesse dalla Corte Costituzionale nei giorni scorsi. “A nostro avviso -dice Armao- l’impianto delle sentenze lascia dedurre che neanche i minori trasferimenti dello Stato si possono realizzare in Sicilia. In questo momento lo stato sta tagliando i trasferimenti ai Comuni e alle province siciliane. Ma in riferimento alle sentenze emerge un principio di immutabilità in assenza di accordo. Dunque se lo Stato, sottrae risorse agli enti locali, è come se stesse modificando quel contesto in assenza di accordo. Le sentenze implicano in questa materia un profondo cambiamento, ci sono in ballo circa 10 miliardi di euro che non potranno essere oggetto di decurtazioni da parte dello Stato”. A Roma si svolgerà giovedì prossimo il tavolo tecnico sul federalismo fiscale a Palazzo Chigi, dove Armao riferirà sulle posizioni assunte con Anci e Urps.

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