Furti in biblioteca, fenomeno sottaciuto - QdS

Furti in biblioteca, fenomeno sottaciuto

Giacomo Tabita

Furti in biblioteca, fenomeno sottaciuto

mercoledì 13 Giugno 2012 - 00:00

I Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico hanno effettuato nel 2011 740 controlli. Circa 60 i furti denunciati. Di recente ha destato clamore la sparizione di 240 volumi a Napoli. In Sicilia è Palermo la città più colpita

PALERMO – Dopo la svolta nella clamorosa vicenda della sparizione di libri antichi dalla Biblioteca Statale Girolamini di Napoli, sulla quale indaga la Procura di Napoli (grazie al lavoro dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio artistico – TPC) circa 240 volumi, sottratti durante mesi di incursioni nella biblioteca, sono stati individuati dagli investigatori, mentre altre centinaia di testi sono stati sequestrati per essere sottoposti ad approfonditi accertamenti sulla loro provenienza.
L’indagine del TPC ha condotto all’arresto del direttore della biblioteca di Napoli ma si stanno ricostruendo le reti di responsabilità concrete; il trafugamento di libri antichi, ha comportato un grave danno a un patrimonio di circa 160mila testi ma la successiva distruzione delle schede relative ai volumi rubati ha rappresentato un vano tentativo per cancellare ogni traccia dell’esistenza dei preziosi volumi.
La vicenda ha risollevato polemiche sulla scarsa sensibilità della collettività e sulla poca attenzione da parte delle istituzioni per la tutela del patrimonio archivistico; quest’ultimo sembra percepito oggi come un patrimonio destinato a un pubblico colto ma esso non è ancora sentito abbastanza come Bene collettivo.
La Società Italiana Protezione Beni Culturali (SIPBC) recentemente ha dichiarato che bisognerebbe sensibilizzare la collettività anche sui rischi di privatizzazioni che portano sia allo smembramento di collezioni sia alla mercificazioni del Bene, esprimendosi duramente sul fatto che nel campo della tutela manca ancora oggi quella visibilità mediatica del bene archivistico che, spesso, è celato al grande pubblico. La percezione diffusa del Bene archivistico – continua la SIPBC – pare legata ancora ad un limite estetico dei faldoni allineati sulle scaffalature ma fatto sta che, comunque, non si possono fruire gli archivi nel senso pratico e concreto della pura visione quasi contemplativa nel museo.
In Sicilia, nel consuntivo di fine 2011 delle attività preventive e repressive del TPC si è rilevato che, su circa 60 furti, le denunce hanno interessato maggiormente la provincia di Palermo (sede del Nucleo TPC), mentre nessun furto è stato denunciato a Caltanissetta, dove recentemente è scomparso un prezioso volume dalla Biblioteca Comunale Scarabelli, nell’indifferenza delle istituzioni. Complessivamente, i militari del TPC di Palermo hanno portato a termine 740 controlli ed ispezioni, di cui 118 in musei ma soprattutto in biblioteche e archivi, e 230 interventi presso privati ed esercizi antiquariali.
Il controllo delle fiere antiquariali, inoltre, ha riguardato circa 112 verifiche ma i recuperi di beni archivistici e librari, purtroppo, sono stati limitati a 6 unità. Se la statistica mostra un calo dei furti di opere d’arte, in parte spiegabile anche attraverso l’intensificarsi dei controlli nel mercato tradizionale e telematico quest’anno in particolare, tra i recuperi eccellenti del TPC, spicca quello avvenuto a Bologna in un’abitazione privata: un’edizione veneziana (XVI sec.) del De Architectura di Vitruvio, trafugata nel 1985 insieme ad altre dalla biblioteca dell’arcidiocesi di Monreale (collezione di Ludovico II de Torres, Arcivescovo di Monreale negli anni 1573-1584).

L’approfondimento. De architectura, storia di un ricercato speciale
Il recupero dell’edizione veneziana del De Architectura di Vitruvio è stato attuato grazie alla Banca Dati del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il più grande archivio informatizzato di beni culturali illecitamente sottratti (con oltre 4 milioni di files corredati di apparato grafico e/o fotografico dei manufatti scomparsi) che costituisce uno strumento operativo efficace ed insostituibile impiegato a fini investigativi e al servizio della collettività, per individuare anche a distanza di anni i beni culturali spesso trafugati per essere immessi nel traffico commerciale illecito. I militari hanno individuato il libro in vendita presso una casa d’asta, e da quella sono risaliti al detentore che l’aveva posta in vendita (lo stesso aveva ereditato l’opera dal padre defunto e l’Autorità Giudiziaria ha stabilito nei suoi confronti l’estraneità a qualsiasi fatto reato). L’opera è stata sequestrata e successivamente riconsegnata alla biblioteca arcivescovile di Monreale. La pregevole edizione è di particolare interesse per i bibliofili perché contiene le illustrazioni di Andrea Palladio ed i commentari di Daniele Matteo Alvise Barbaro, cardinale di Aquileia, umanista e studioso di filosofia, matematica e ottica, (Venezia, 8/2/1514, 13/4/1570).

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