Cresce il movimento antiracket - QdS

Cresce il movimento antiracket

Michele Giuliano

Cresce il movimento antiracket

mercoledì 11 Luglio 2012 - 00:00

Tutti contro il pizzo: banche, Comuni, imprenditori e commercianti rinsaldano le fila contro Cosa nostra. Sia in Sicilia orientale che occidentale si formano nuovi fronti di lotta alla mafia

PALERMO – Tutto il territorio siciliano si mobilita contro il fenomeno mafioso dilagante, specie il tessuto imprenditoriale e produttivo in genere. Da Oriente ad Occidente, istituzioni pubbliche e private si uniscono per lottare contro il racket che, come una sanguisuga, si attacca in maniera mortale a migliaia di attività commerciali in tutta l’Isola e che distrugge serenità e prospettiva di intere famiglie che cercano soltanto di andare avanti lavorando onestamente.
Sulla sponda orientale, e di preciso a Siracusa, è stata stipulata una convenzione “Antiusura” tra l’istituto di credito UniCredit Banca e il Consorzio Comfidi, associazione di riferimento della Confcommercio di capoluogo di Provincia, per contrastare e prevenire il fenomeno dell’usura con l’utilizzo degli strumenti legislativi e normativi più efficaci messi oggi a disposizione del sistema creditizio e dei consorzi fidi.
La convenzione ha lo scopo di assistere gli associati di Comfidi Siracusa, attiva sul territorio dal 1980, che non hanno possibilità di accesso al credito ordinario e che pertanto rischiano di doversi rivolgere a Cosa Nostra per poter continuare a lavorare. Tramite la convenzione “Antiusura”, il consorzio Comfidi garantisce il 90 per cento dei finanziamenti erogati, emettendo garanzie a valere per l’80 per cento su fondi costituiti con somme erogate dal ministero dell’Economia, e per il 10 per cento su fondi rischi costituiti con fondi propri. Il restante 10 per cento del totale viene garantito dall’istituto di credito.
Dall’altra parte dell’isola non si è da meno. Anche in provincia di Palermo cresce l’entusiasmo del mondo sia politico che imprenditoriale nel dare una risposta di netto rifiuto al mondo del malaffare e della criminalità organizzata. In pochi giorni a Partinico e a Borgetto è salito a oltre 100 il numero delle adesioni al consumo critico di AddioPizzo, supportati dalla iniziative intraprese dall’amministrazione comunale. Diverse riunioni si sono tenute, infatti, al Comune di Partinico, e altre ancora sono previste fra artigiani, commercianti e vari rappresentanti istituzionali, coordinati da Enrico Colajanni di Libero Futuro. Tra poco, inoltre, lo stesso sindaco Salvo Lo Biundo affiderà alla consulta antiracket in via di costituzione i locali appena ristrutturati di via Ugo Foscolo, prima di proprietà del boss partinicese Vito Vitale.
In questi giorni è arrivata anche la piena adesione all’iniziativa del sindaco di Borgetto Giuseppe Davì: ha formalmente preso l’impegno di contribuire con fondi comunali all’acquisto degli arredamenti per la sede della consulta antiracket.
“A Partinico stiamo portando avanti un vera e propria rivoluzione dove ad essere protagonista è soprattutto l’imprenditoria sana – sottolinea il sindaco Salvo Lo Biundo -. Nella nostra città grazie all’esempio di coraggio e rigore morale dimostrato dagli imprenditori del Consorzio Cosar, che hanno sottoscritto uno dei codici di autoregolamentazione antimafia fra i più rigidi ed avanzati d’Italia, si stanno ponendo le basi per una decisa offensiva antiracket. L’amministrazione di Partinico è in prima fila in questa grande battaglia di civiltà”.

In vista di una nuova associazione a Partinico
PALERMO – AddioPizzo e il suo messaggio di lotta positiva e di cambiamento prendono sempre più piede. E se da una parte la Confcommercio Palermo si dice preoccupata per le ripercussioni che potrà avere l’assoluzione in secondo grado non ancora definitiva di Francesco Gatto, mano del racket e dell’usura nel capoluogo siciliano, dall’altra gli imprenditori continuano a voler dire no al fenomeno mafioso e si organizzano come fronte comune. Così a Partinico, dove in questi giorni presso il palazzo di città si è tenuto un incontro promosso dal primo cittadino Salvo Lo Biundo fra le organizzazioni locali di categoria, Daniele Marannaro in rappresentanza del movimento Addio Pizzo ed Enrico Colaianni di Libero Futuro. Nel corso della riunione sono stati messi a fuoco i passi necessari in vista della costituzione di una associazione antiracket a Partinico e dell’avvio di una forte campagna di sensibilizzazione sul tema. “Il codice etico voluto dalle associazioni di categoria – sottolinea il sindaco Salvo Lo Biundo – è stato adottato dal consorzio di artigiani locali Cosar e dalla Policentro; quest’ultima ha sottoscritto un codice di autoregolamentazione antimafia fra i più avanzati d’Italia”.

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