L’inchiesta Ars alimenta la campagna elettorale - QdS

L’inchiesta Ars alimenta la campagna elettorale

Raffaella Pessina

L’inchiesta Ars alimenta la campagna elettorale

giovedì 27 Settembre 2012 - 10:00

Invece di impegnarsi a tagliare le spese si fa la gara ad addossare le colpe. Schifani: “Quello che sta succedendo è vergognoso”

PALERMO – Rimbombano ancora nelle orecchie le notizie che hanno travolto il Palazzo dei Normanni, in merito a una inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Palermo per indagare sulle spese dei gruppi parlamentari, sulla scia di quanto accaduto nella Regione Lazio e in Campania.
Sull’argomento è intervenuto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia: “Non parlo delle indagini in corso, ma è chiaro che la Procura di Palermo farà tutte le verifiche necessarie su tematiche d’attualità come questa”. “Ho sempre detto – ha aggiunto Ingroia – che, soprattutto in un momento di grave crisi di credibilità della politica dovrebbero venire dei segnali importanti nel segno della legalità e della trasparenza. E un buon segnale per riconquistare la fiducia dei cittadini è anche presentare candidati che siano qualificati proprio sotto il profilo della legalità e trasparenza. E quindi non candidare chi invece ha pendenze antiche o recenti”. Il fatto ha scosso anche i Palazzi romani.
“Quello che sta succedendo nella mia regione è un fatto increscioso”. Lo ha detto il presidente del Senato, il palermitano Renato Schifani, a proposito del fatto che in Sicilia siano state certificate consulenze per nove milioni di euro, episodi su cui si sta muovendo anche la Procura.
“Sono state offese anche le regole della vita democratica, della politica – osserva Schifani – è stato realizzato un ribaltone, è stata sovvertita la volontà popolare. Vi sono stati 35-36 cambi di casacca; 36 assessori in quattro anni si sono alternati nella guida di una Regione”. Gaspare Sturzo, candidato alla presidenza della Regione Sicilia con Ilef (Italiani liberi e forti) ha detto che “Ilef non accetterà mai finanziamenti pubblici. I cittadini da tempo si chiedevano come i gruppi parlamentari siciliani spendessero i propri soldi. Mai nessuno, pero’, prima di oggi che è scoppiato lo scandalo, aveva resi pubblici i bilanci dei partiti politici presenti all’Ars”. Intanto il candidato di Sinistra e Libertà in Sicilia, Claudio Fava, potrebbe rischiare di dover interrompere la propria corsa per le elezioni regionali. Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, interpellata a Roma a Montecitorio sulle indiscrezioni a proposito del listino di Fava. “è un dato tecnico che approfondiremo – ha detto la Cancellieri – ma che temo fondato perchè sembrerebbe non siano stati rispettati i tempi di presentazione”. Se così fosse, “ci sarebbe un dato oggettivo e sarebbe un’irregolarità difficilmente sanabile”, dice ancora la Cancellieri ricordando che “le norme elettorali sono molto rigorose”.
Cateno De Luca , candidato alla Presidenza della Regione per Rivoluzione Siciliana, ha dichiarato in una nota che non si deve guardare solo alle spese dei gruppi parlamentari ma che dal 2006 in poi, sono stati sperperati oltre 4 miliardi di euro, destinati agli Enti, Società partecipate e sottoposte alla vigilanza della Regione Siciliana con oltre 7 mila assunzioni illegittime a seguito del divieto imposto dalle normative vigenti per le Pubbliche Amministrazioni. De Luca ha detto di essere in attesa che gli organi inquirenti, facciano una verifica anche delle procedure adottate “nel mare magnum delle Società e degli enti partecipate dalla Regione Siciliana”.

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