Un tesoro è nascosto nella Valle dei Templi, ma l’antica città di Akragas resta nell’oblio - QdS

Un tesoro è nascosto nella Valle dei Templi, ma l’antica città di Akragas resta nell’oblio

Calogero Conigliaro

Un tesoro è nascosto nella Valle dei Templi, ma l’antica città di Akragas resta nell’oblio

martedì 09 Ottobre 2012 - 07:00
Un tesoro è nascosto nella Valle dei Templi, ma l’antica città di Akragas resta nell’oblio

Mancano i fondi e il personale per gestire gli scavi e per rendere fruibile il sito archeologico

AGRIGENTO – La Valle dei Templi è certamente una delle meraviglie meglio conservate dell’antichità, con i suoi poderosi monumenti immersi nella campagna agrigentina. Sono in pochi però a sapere che il parco archeologico, nato con la legge regionale 20 del 2000, comprende sino a milletrecento ettari di terreno ricchissimo di spazi non edificati che nascondono a qualche metro, sotto la propria superficie, le rovine dell’antica città di Akragas, fondata nel VI secolo a.C. a sud est dell’attuale Agrigento. Un potenziale ancora oggi in gran parte sconosciuto che non potrà che aumentare nei prossimi decenni, quello che nel 1997 l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità.
Nei giorni scorsi proprio nell’ottica di una maggiore fruizione delle risorse archeologiche e paesaggistiche del parco è stata inaugurata una mostra sulle antiche mura greche che proteggevano l’antica polis con i propri 12 chilometri di perimetro, le cui rovine oggi sono visibili tra itinerari immersi nel verde, dove facilmente si incontrano grotte, fiumi, animali, e pareti rocciose di rara bellezza. Il tutto è però ancora oggi fruito ben poco dal grande turismo che nel parco si aggira annualmente intorno le 600 mila visite, con introiti provenienti dalla bigliettazione per nulla indifferenti.
“Recuperare il patrimonio archeologico ancora oggi nascosto – ha spiegato Giuseppe Parello direttore del Parco archeologico Valle dei templi – non è cosa facile a causa di due ordini di problemi. Il primo è dovuto al fatto che una volta scavato bisogna poi rendere fruibile il sito e questo comporta costi di gestione non indifferenti. A oggi i 50 custodi di cui disponiamo non possono considerarsi sufficienti a maggiori compiti, inoltre reperire i fondi europei per gli scavi stessi non è così facile come possa sembrare. Detto ciò è impensabile a campagne di scavo a tappeto, mentre ci stiamo muovendo e con risultato nel realizzare scavi mirati”.
“A breve – ha precisato Parello – partirà uno scavo nel quartiere ellenistico romano a opera del ‘Dai’, l’istituto germanico di archeologia, il quale compie i propri interventi nei siti archeologici più importanti del globo. Con questi scavi speriamo di ritrovare elementi che provino la presenza medievale della città nell’area interessata. Vorrei anche sottolineare come spesso sia importante rielaborare e rendere fruibile materiale e ricerche che giacciono nei nostri archivi o depositi, in quest’ottica abbiamo nei giorni scorsi inaugurato la mostra sulle antiche mura di epoca greca”.
A quanto dichiarato dal direttore Parello c’è inoltre da aggiungere che il parco ha avuto nei tempi trascorsi problemi nell’apertura durante i giorni festivi a causa di una legge che limita la possibilità di servizio nei giorni non feriali da parte dei dipendenti della Regione siciliana. E così si è dovuto provvedere a realizzare una convenzione con l’Associazione nazionale dei carabinieri che ha reso possibile, con compiti di osservazione e segnalazione, l’intervento dei propri volontari e grazie a cui è stato possibile mantenere il parco aperto in tutte le giornate festive, soprattutto di fine anno.
Dunque un patrimonio ricchissimo conosciuto soltanto in parte che consente vere e proprie esplorazioni a turisti di buona volontà che vogliano esplorare gli itinerari possibili.
“Abbiamo già ottenuto un finanziamento – ha concluso il direttore Parello – per la realizzazione di uno speciale itinerario ambientale arredato con supporti esplicativi che dal Tempio di Vulcano porterà i visitatori sino a casa Sanfilippo nei pressi di porta II, in modo da poter rendere fruibile il patrimonio naturalistico della Valle dei Templi”.
In tempi recenti sono inoltre stati realizzati all’interno del parco servizi accessori quali il bus navetta lungo la via sacra e la biblioteca dei testi classici consultabili presso casa Pace a pochi passi dal Tempio della Concordia. Il tutto mentre da mesi è stato riconosciuto il distretto turistico Valle dei templi che dovrà promuovere e coordinare l’attività e gli interventi necessari all’attrazione turistica nel territorio dei comuni che gravitano proprio intorno quella che Pindaro definì “la più bella tra le città dei mortali”.

“La gestione dei beni minori sia affidata ai privati”

AGRIGENTO – Il distretto turistico Valle dei Templi ha chiesto all’assessore provinciale, Angelo Biondi, un tavolo tecnico di coordinamento sulle azioni da intraprendere per la promozione del territorio nell’ambito del progetto del marchio d’area.
“Purtroppo la Provincia regionale – ha spiegato Gaetano Pendolino, vero regista del distretto turistico – per una scelta propria non fa parte dei soggetti del distretto turistico. È però importante che tra noi e loro ci sia una cooperazione in modo da evitare sovrapposizioni di azioni o interventi come nel caso del settore della promozione o realizzazione di segnaletica e altro ancora. Per quanto riguarda invece la principale risorsa turistica del territorio che sta nella Valle dei templi, riteniamo che, nel rispetto totale della salvaguardia dei beni culturali, la gestione di beni minori sia affidata a cooperative di privati che ne curino la fruizione. A nostro avviso un bando pubblico per la gestione di aree o beni minori potrebbe certamente ampliare l’offerta turistica attuale. È chiaro che un sistema di gestione privata di risorse culturali dovrebbe coinvolgere l’intero territorio del distretto mentre dal parco abbiamo notizie abbastanza confortevoli che prevedono nei prossimi tempi un intervento verso tale direzione”.
Intanto lo stesso distretto turistico ha realizzato due primi laboratori che si occuperanno di realizzare progetti nel campo delle azioni di sistema quali l’innovazione tecnologica per la comunicazione sociale sul web e l’accessibilità all’informazione del distretto turistico.

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