Regole dall’Unione europea contro le frodi - QdS

Regole dall’Unione europea contro le frodi

Raffaella Pessina

Regole dall’Unione europea contro le frodi

venerdì 07 Agosto 2009 - 00:00

Il dipartimento Programmazione della Regione siciliana ha diramato una nota per individuare e combattere gli illeciti. Una vera strategia di prevenzione nella gestione della programmazione Po 2007/2013

Palermo – Il dipartimento della Programmazione della Presidenza della Regione Sicilia ha diramato una nota informativa fornita dalla direzione generale politica regionale della Commissione europea sugli indicatori di frode ai danni dell’Unione europea. La nota fornisce un elenco dettagliato di schemi di frode che si possono riscontrare nell’ambito delle azioni strutturali con l’obiettivo di prevenirle e combatterle e allo stesso tempo aumentando la consapevolezza degli stati membri e l’efficacia dei sistemi di gestione e di controllo. Si tratta di una delle azioni previste dai settori Politica Regionale e Affari Sociali e Pari opportunità che, con la collaborazione dell’Ufficio Europeo per la lotta antifrode, hanno sviluppato una strategia congiunta per la prevenzione di tali reati. In pratica è stato studiato un “pacchetto” che illustra i vari aspetti delle frodi, che permettono di migliorare la valutazione del rischio e di prevenire il reato.
Il documento fa distinzione tra quelle che sono le irregolarità che possono avvenire anche involontariamente e le frodi vere e proprie. Vengono infatti considerate frodi le dichiarazioni o i documenti falsi o incompleti che determinano una appropriazione o conservazione indebita di fondi appartenente alla Comunità Europea; l’omissione del dovere di comunicazione e l’utilizzo dei fondi in modo improprio o per scopi diversi da quelli per cui erano stati erogati. Sono gli auditor (interni ed esterni) coloro che devono avere la competenza per individuare gli indicatori di frode e devono riuscire ad individuare le debolezze sui sistemi di gestione e controllo. Negli allegati la nota informatica elenca quali sono le frodi più comuni ed in quali settori, ma soprattutto come riconoscerle. Nel settore degli appalti e dei contratti pubblici sono descritti ben 16 tipi di frode tra le quali vi sono le tangenti per corruzione e concussione. L’indicatore più comune è un trattamento di favore dall’appaltante nei confronti dell’appaltatore, che dura per un certo periodo di tempo. Oppure un conflitto di interesse occulto Per esempio, un soggetto appaltante può essere proprietario di un ente di fornitura o appaltatore, può creare una società di copertura attraverso cui acquistare le merci a prezzi gonfiati o avere un interesse occulto nella vendita o affitto delle proprietà.
E poi ancora : collusione in appalti, soppressione delle offerte, divisione del mercato, rotazione dei candidati aggiudicatari, offerte con deficit di bilancio, manipolazione dei requisiti o alterazione dei prezzi. In un secondo allegato vengono descritte le frodi perpetrate sui costi delle risorse umane e sui servizi di consulenza. Ad esempio la manipolazione dell’utilizzo del personale, false dichiarazioni sulle ore di straordinario . La frode avviene anche quando ci si serve di servizi di consulenza senza accordi o contratti sottoscritti, e vengono pagate fatture ingenti per “servizi resi” genericamente specificati. In ultimo viene specificato come denunciare un frode: le comunicazioni devono essere inviate trimestralmente e non deve essere data comunicazione delle frode sospetta all’ente dove è in corso l’audit, per evitare che ne vengano eliminate le prove.

Palermo – Il documento suddivide le frodi in tre grandi gruppi: manipolazione deliberata di documenti finanziari (redditi registrati in modo improprio), appropriazione indebita di beni tangibili o intangibili (rimborsi fraudolenti di spese) e corruzione (tangenti, manipolazione di appalti, conflitto di interessi occulto). Viene anche identificato cosiddetto “triangolo della frode”, composto da quelle cause che, determinano il verificarsi di una frode. Innanzitutto “ l’opportunità favorevole”: un soggetto deve avere anche l’opportunità, favorita dalla inefficienza o dalla mancanza di controlli interni. Il secondo elemento è la “razionalizzazione” nell’intenzione di frodare la Comunità Europea, creandosi delle giustificazioni personali (i soldi li merito, li restituirò). Infine, il terzo elemento è dato dal bisogno finanziario provocato da vizi personali come il gioco, le droghe etc. Secondo il vademecum della Commissione Europea “Rompere il triangolo della frode” è la chiave per prevenirla. il più controllabile è l’opportunità, perché dipende dall’efficacia dei sistemi di controllo. Maggiore sarà il controllo da parte del soggetto gestore, minore sarà la percentuale delle frodi perpetrate.

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