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Messina – Ex Servirail ancora nel limbo. Torna alta la tensione sociale

Francesco Torre

Messina – Ex Servirail ancora nel limbo. Torna alta la tensione sociale

venerdì 26 Ottobre 2012 - 13:00
Messina – Ex Servirail ancora nel limbo. Torna alta la tensione sociale

Occorre che le parti chiamate in causa, tra cui il prefetto Alecci, risolvano in breve tempo la questione. Non rispettata la prima data per il reintegro degli ottanta ex cuccettisti

MESSINA – Per la vertenza riguardante gli 80 ex dipendenti Servirail, il 15 ottobre doveva rappresentare la fine di un incubo. Secondo il piano di rientro stabilito da Ferrovie dello Stato e accettato dai sindacati e dai lavoratori, infatti, in quella data si sarebbero dovute materializzare le prime 40 assunzioni nell’azienda Tmc di Napoli (che si occupa di micromanutenzioni e decoro sulle vetture ferroviarie), prima tranche di un percorso di riassorbimento guidato che nel 2013 porterebbe al pieno reintegro del personale in FS.
Il 15 ottobre, però, è passato senza che alcun nuovo contratto venisse firmato. E così è ricominciata la protesta, iniziata con un sit-in in Prefettura e pronta a continuare qualora le promesse del responsabile del settore Risorse umane di FS, Domenico Braccialarghe, non verranno rispettate.
Gli ex cuccettisti di Messina, ricordiamolo, sono gli unici in Italia a non essere ancora stati ricollocati in Trenitalia. Segno di una debolezza anche sindacale, confermata peraltro dalla spaccatura di questi ultimi giorni. “Le lettere di assunzione sono in arrivo”, affermano ottimisti il segretario della Uil Trasporti, Silvio Lasagni, e il dirigente Fortunato Marabello. “L’azienda non vuole formalizzare alcun accordo con i sindacati”, smentisce Mariano Massaro dell’Orsa. Uno dei due, ovviamente, ha torto. Ma i fatti, al momento, danno ragione al secondo. Perché è vero che la Tmc ha già effettuato a Palermo una sessantina di colloqui, ma la notizia è che i nuovi assunti dovranno essere contrattualizzati come metalmeccanici, e dunque con meno garanzie e sostanzialmente con minori compensi rispetto ai precedenti inquadramenti professionali. “Qui si vuol far leva sul bisogno dei lavoratori, stremati da quasi un anno di lotte e forti problemi economici”, continua ancora Massaro, che su questo punto promette battaglia.
Dal 19 agosto, comunque, i lavoratori non percepiscono più alcun sussidio di disoccupazione, e la disperazione potrebbe rapidamente volgere a un nuovo punto di rottura. È necessario che le parti sociali chiamate in causa, tra cui il prefetto Francesco Alecci, risolvano in breve tempo il nodo ricollocazione, per evitare che si possa riaccendere il fuoco della protesta e per dare un segnale forte anche in relazione alle tante altre vertenze cittadine. Quello in arrivo sarà un autunno caldissimo sul fronte del lavoro, ma la vicenda Servirail era ormai data per risolta. Si dia pertanto celermente concretezza alle promesse dei mesi scorsi.

Ex Ferrotel. FS ignora gli inviti al dialogo

MESSINA – L’11 ottobre scorso sono tornati anche loro a protestare, occupando a singhiozzo il nono binario della stazione centrale, quello in cui transitano i convogli a lunga percorrenza. Stiamo parlando dei 21 lavoratori ex Ferrotel, rimasti a spasso dal 31 gennaio dello scorso anno e con una proroga sulla cassa integrazione fantasma (nel senso che non stanno ricevendo un euro). Inizialmente avevano condiviso un percorso di lotta sindacale con gli ex Servirail, poi hanno capito di dover compiere il proprio percorso di battaglia in solitudine. Si sentono figli di un Dio minore, e d’altra parte i vertici di Fs sembrano quasi non sentire nemmeno le loro voci. Eppure si tratta di 21 famiglie sull’orlo del tracollo finanziario.
Solo il prefetto Francesco Alecci nelle scorse settimane ha chiesto formalmente un incontro al responsabile delle risorse umane di Ferrovie dello Stato, Domenico Braccialarghe, ma senza ottenere nemmeno una risposta. Non un buon inizio per una trattativa.

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