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Ilva: sette arrestati. L’allarme del ministro

redazione

Ilva: sette arrestati. L’allarme del ministro

martedì 27 Novembre 2012 - 09:00
Ilva: sette arrestati. L’allarme del ministro

Le accuse: associazione a delinquere, disastro ambientale e concussione

TARANTO – È ancora bufera sull’Ilva di Taranto: ieri sette arresti “eccellenti” e un indagato, il presidente Bruno Ferrante. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha espresso allarme: “Non sono disponibile a subire una situazione che avrebbe effetti terribili: sono preoccupato che questa iniziativa blocchi l’Autorizzazione integrata ambientale con effetti ambientali gravissimi e sociali devastanti”, ha commentato il ministro.
Tra i sette arrestati c’è anche Fabio Riva, vice presidente di Riva Group e figlio del patron Emilio ai domiciliari dal 26 luglio scorso. Il provvedimento nei suoi confronti non è stato ancora eseguito. C’è anche l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva, tra le persone destinatarie di provvedimenti cautelari. Conserva è agli arresti domiciliari e si è dimesso circa due mesi fa. Tra gli arrestati c’è l’ex dirigente dell’Ilva per i rapporti istituzionali Girolamo Archinà, che è stato trasferito in carcere. Archinà era stato ‘licenziato’ tre mesi fa dall’azienda dopo che, dall’inchiesta per disastro ambientale, era emerso un episodio di presunta corruzione che coinvolgeva l’ex rettore del Politecnico di Taranto Lorenzo Liberti, al quale Archinà avrebbe consegnato una busta contenente la somma di 10mila euro in cambio di una perizia addomesticata sull’inquinamento dell’Ilva. Anche Liberti é destinatario di un provvedimento di arresto.
I destinatari delle ordinanze sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, disastro ambientale e concussione.
Gli arresti vengono eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla base di due ordinanze di custodia cautelare firmate dai Gip Patrizia Todisco e Vilma Gilli. I provvedimenti sono legati anche ad una inchiesta, parallela a quella per disastro ambientale che il 26 luglio scorso ha portato al sequestro degli impianti dell’area a caldo del Siderurgico. Questa inchiesta parallela è stata denominata “Environment Sold Out” (Ambiente svenduto).
Dalle nuove indagini sull’Ilva emergono “numerosi e costanti contatti di Girolamo Archinà, direttamente, e di Fabio Riva, indirettamente, con vari esponenti politici tra cui il governatore della Puglia Nichi Vendola”, scrive il gip di Taranto nell’ordinanza di custodia cautelare per i vertici dell’Ilva.
“A questo punto una iniziativa del governo è necessaria”, ha detto il ministro Clini, invocando un’iniziativa legislativa urgente, per scongiurare il possibile “disastro ambientale” evocato dalla stessa Procura di Taranto. “Bisogna capire – ha aggiunto – se il provvedimento giudiziario blocca l’attuazione dell’Autorizzazione integrata ambientale, l’Aia. Se non la blocca, l’Ilva segua l’iter giudiziario. Ma se invece si blocca l’Aia, il governo deve subire l’iniziativa della magistratura? Io non sono d’accordo perché il danno ambientale per la città e i lavoratori sarà enorme, in assenza di lavori di risanamento”.

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