Parla Ezio Bonanni: “La Sicilia colonia delle industrie del Nord” - QdS

Parla Ezio Bonanni: “La Sicilia colonia delle industrie del Nord”

Rosario Battiato

Parla Ezio Bonanni: “La Sicilia colonia delle industrie del Nord”

mercoledì 28 Novembre 2012 - 07:00
Parla Ezio Bonanni: “La Sicilia  colonia delle industrie del Nord”

L’intervista: “Le imprese creano il Pil al Nord, ma lasciano morte e inquinamento al Sud”. Il presidente dell'Osservatorio amianto: attendiamo i primi rinvii a giudizio nell’Isola

ROMA – Ezio Bonanni è il presidente dell’Ona, Osservatorio nazionale amianto, la onlus protagonista della petizione accolta dall’Ue in merito ai mancati casi di bonifica da amianto nei centri industriali siciliani.
Grazie alla vostra azione la Commissione europea per le petizioni ha ritenuto “ricevibili a norma del regolamento del Parlamento europeo” le richieste contenute nella petizione firmata da migliaia di italiana e adesso “ha avviato l’esame dell’istanza e deciso di chiedere alla Commissione Europea di svolgere un’indagine preliminare, primo stadio di procedura di infrazione sui vari aspetti del problema”.
Per l’Italia si apre il rischio concreto di un’altra infrazione europea sul tema dell’amianto?
“Purtroppo l’Italia è inadempiente degli obblighi in materia di amianto, ed è stata già condannata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con decisione del 13.12.1990, che ha definito la procedura di infrazione n. 240/1989, per il mancato recepimento della Direttiva 477/83/CEE. Con il recepimento tardivo attraverso il D.Lgs. 277/91 e con la Legge n. 257/92, il problema amianto in Italia è rimasto di drammatica attualità, e di fatto queste norme non contengono obbligo di bonifica, e con il Decreto 81/08 ci sono ancora i limiti di soglia. La drammatica situazione in Sicilia e nel resto d’Italia con 32 milioni di tonnellate di amianto, e la sua presenza in scuole, ospedali, edifici pubblici, rende concreto il rischio di infrazione e di condanna in ambito europeo e legittima le istanze di tutela e di giustizia dei lavoratori e dei cittadini”.
La Sicilia è una delle regioni più coinvolte, eppure non c’è ancora un censimento completo dei siti mentre la bonifica è all’anno zero. Adesso che si muove l’Europa pensa che le cose cambieranno?
“La Sicilia è terra martire, perché colonia delle industrie del Nord Italia, che producono nell’isola, ma risultano con sede legale a Milano o a Roma, e fanno Pil per il Nord. In Sicilia rimane la contaminazione e i morti di tumore e di altre patologie. Con le bonifiche siamo molto indietro, e così con il riconoscimento delle maggiorazioni contributive per il pensionamento (benefici contributivi ex art. 13, comma 8, l. 257/92), e con il riconoscimento delle rendite da parte dell’Inail. Noi dell’associazione Ona insisteremo, con le azioni giudiziarie in Sicilia, nel resto d’Italia ed in Europa, e anche con richiesta di tutela penale”.
L’Ona è una onlus nazionale, ma è particolarmente attiva in Sicilia. Può elencarci i vostri esposti presso le varie Procure della Repubblica e aggiornarci sull’eventuale stato di avanzamento delle inchieste giudiziarie?
“L’Osservatorio nazionale sull’amianto – Ona Onlus nasce per raccogliere la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto e dei familiari delle vittime dell’amianto, troppo spesso lasciati soli ad affrontare le conseguenze di quello che non potrà mai, per sua natura, essere definito un problema privato. Non posso entrare nel merito delle numerose indagini penali in corso e che sono state promosse in seguito ad esposti della nostra Associazione, e notizieremo i cittadini nel momento in cui ci saranno i primi rinvii a giudizio, che dovrebbero essere imminenti, almeno ce lo auguriamo, ed intanto proseguiremo con le azioni giudiziarie civili e in tutte le altre sedi”.

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