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Messina – Per l’Atm un’agonia senza fine. Ennesimo appello alla Regione

Francesco Torre

Messina – Per l’Atm un’agonia senza fine. Ennesimo appello alla Regione

venerdì 14 Dicembre 2012 - 05:00

Appena 20 bus in strada e oltre 600 unità di personale: lo specchio di anni di cattiva gestione. In agitazione i dipendenti dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico

MESSINA – Dopo i 22 giorni di protesta nei mesi di ottobre e novembre – con l’occupazione dell’aula commissioni di Palazzo Zanca – i lavoratori dell’Atm sono nuovamente in stato di agitazione e minacciano azioni di protesta eclatanti. I loro stipendi sono fermi alla metà del mese di settembre, ed è stata ormai maturata anche la tredicesima. Dal Comune manca solo l’ultima tranche dei contributi annuali pari a 1,3 mln di euro, ma la delibera è già stata firmata da Croce. Soldi che, qualora arrivassero in tempo, farebbero comodo per trascorrere un Natale meno in agonia, ma certamente non sarebbero risolutivi. E allora si guarda alla Regione siciliana.
Il neopresidente Crocetta, di questi tempi, ha più richieste della Madonna di Lourdes, e il pellegrinaggio dei lavoratori Atm a Palermo, con tanto di commissario Croce al seguito, svoltosi martedì in effetti qualche risultato sembra averlo portato.
Secondo il commissario dell’Azienda speciale Alligo, per chiudere l’anno servono 8,5 mln di €. Somme che si intendono reperire direttamente alla fonte regionale, visto lo stato dei conti di Palazzo Zanca e l’assoluta incapacità dell’azienda a stare sul mercato e garantirsi introiti da sbigliettamento, multe e pubblicità, come tutte le altre realtà del genere del pianeta.
Certo, con un minimo di raziocinio ci si potrebbe interrogare su come sia possibile avere 20 autobus in strada e 600 dipendenti (praticamente 30 persone per ogni mezzo), oppure su come la gestione dell’Azienda speciale sia ancora affidata a quei quadri inquisiti per aver truffato la stessa Regione siciliana a cui adesso si chiede il miracolo. Ma ci vorrebbe onestà intellettuale per certe considerazioni, e alle nostre latitudini in molti sembrano esserne sprovvisti. Nemmeno i sindacati che, per carità, svolgono il loro lavoro di tutela dei lavoratori, ma vedendo sempre e solo una faccia della medaglia.
All’incontro palermitano hanno partecipato, oltre ad Alligo e Croce, e naturalmente a Crocetta, l’esperto del commissario Nino Dalmazio e il neo assessore regionale ai Trasporti, Bartolotta. Sul banco doveva esserci il rinnovo del contratto di servizio dell’Atm, con adeguamento di 3,5 mln annui, ma la discussione è stata poi monopolizzata dal dissesto comunale. Crocetta si è detto disponibile a offrire un prestito ponte di 40 mln di euro da restituire in 20 anni per non far morire il Comune prima che possa accedere al “salva-comuni”. Così lo spettro del dissesto sembra allontanarsi, ma non si comprende ancora se parte di questi soldi possa essere utilizzata per coprire i debiti Atm. Da questo punto di vista, l’incontro sembra essere stato interlocutorio. La protesta dei lavoratori, così, potrebbe diventare una dura realtà.


Conti sotto esame. Consuntivo 2011 al vaglio della XI Commissione

MESSINA – Si inasprisce la dialettica tra dirigenti Atm e omologhi di Palazzo Zanca sui bilanci della partecipata.
Nei giorni scorsi, sui banchi dell’XI Commissione consiliare è approdato il bilancio consuntivo 2011 dell’Azienda trasporti, con relativa relazione tecnica allegata firmata da Claudio Conte, per intenderci uno degli inquisiti di cui sopra.
Bene, secondo la relazione – i cui dettagli riferiremo nel box a fianco – tutte le responsabilità dell’attuale situazione di degrado finanziario in cui versa l’Atm sono del Comune. Neanche un minimo di autocensura, un accenno di autocritica, un “forse anche noi potevamo fare un po’ di più”. Stessa cosa a riguardo del recente esposto in Procura inviato dai sindacati. Si fa riferimento alle responsabilità comunali e a quelle regionali, ma l’azienda che non riesce a far pagare i biglietti non è citata, e nemmeno i dipendenti e i quadri inquisiti. Non sorprende, ma rammarica. E soprattutto, non è onesto.

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