Pendolaria 2012, l’Italia a due velocità - QdS

Pendolaria 2012, l’Italia a due velocità

Liliana Rosano

Pendolaria 2012, l’Italia a due velocità

venerdì 04 Gennaio 2013 - 00:00
Pendolaria 2012, l’Italia a due velocità

L’ultimo rapporto stilato da Legambiente scatta una fotografia impietosa, ma veritiera, delle ferrovie siciliane. Nell’Isola l’89% della rete ferrata è a binario unico e quasi la metà non è elettrificata

CATANIA – Non sarà un anno migliore per i pendolari siciliani che ogni giorno sono condannati ad attese infinite e ritardi cronici. Nell’isola l’89% dei 1.241 km della rete ferroviaria è a binario unico e quasi la metà della stessa rete non è elettrificata, i treni sono spesso vecchi e maleodoranti, le carrozze sporche e vuote.
Il Rapporto Pendolaria 2012 di Legambiente Italia scatta una fotografia impietosa ma quanto mai vera delle ferrovie siciliane e italiane. A peggiorare il quadro in Sicilia è la mancanza dei contratti di servizio con Trenitalia che il governo regionale non ha ancora firmato mentre in altre regioni si attende il rinnovamento (come in Friuli). I contratti di servizio sono fondamentali perché consentono alla Regione di garantire la qualità del trasporto ferroviario pendolare individuando i capitoli si spesa nel proprio bilancio per aggiungere risorse a quelle statali e per potenziare il servizio (ossia più treni in circolazione).
I contratti di servizio sono anche uno strumento con il quale da un lato l’impresa ferroviaria s’impegna all’erogazione di un quantitativo di treni per chilometri ed al rispetto di determinati indici di qualità (relativi a pulizia, comfort, informazione e puntualità delle corse), dall’altro l’amministrazione regionale stabilisce un corrispettivo economico per l’erogazione di tali servizi. Infine, il contratto di servizio stabilisce le penali da applicare al gestore dei servizi in caso di mancato rispetto degli indici di qualità definiti dallo stesso contratto.
Dal Rapporto “Pendolaria”, emerge che nel 2012 non è stato stanziato neanche un centesimo dalla Sicilia per il servizio ferroviario, mentre lo stanziamento è stato pari a 12 milioni di euro per il materiale rotabile, gravando così per lo 0,06 per cento sul bilancio regionale. Piccole ed irrisorie cifre se pensiamo che la Lombardia ha stanziato 117 milioni di euro nel 2012 per il servizio. Se la scusa dei governi regionali è stata quella della mancanza di fondi, allora come si spiega che la Sicilia ha speso nel 2011 22,3 milioni per le indennità più 13,7 milioni di finanziamenti ai gruppi politici dell’Ars, mentre ai pendolari sono toccati solo le briciole ovvero 12 milioni di euro.
Nel decennio 2003-2012 preso in considerazione da Legambiente, la Sicilia ha finanziato 345,25 milioni di euro per le strade, 17,30 milioni per le ferrovie e 8,61 milioni di euro per le metropolitane. Alle ferrovie spetta una fetta piccola, ben il 4,66 per cento dei finanziamenti, mentre altre regioni hanno pensato bene di investire sulle rotaie migliorandone la qualità e il servizio (la Calabria ha investito il 53% delle risorse nella rete ferroviaria).
Ma la novità del 2012 riguarda i cambiamenti avvenuti in negativo in alcune Regioni, Campania, Abruzzo e Sicilia su tutte, che hanno visto diminuire, anche se di poco, i viaggiatori al giorno su ferro soprattutto per i tagli effettuati nel corso dell’ultimo anno. Al contrario sono sempre di più i pendolari sulle ferrovie regionali della Lombardia (arrivati a 670mila al giorno!), della Provincia di Bolzano, della Toscana e del Friuli Venezia Giulia. In Sicilia, la rete ferroviaria (gestita da Trenitalia e Circumetnea) si estende per 1545 chilometri e conta 39 mila viaggiatori al giorno e 20 mila abbonati.
Sempre nel corso dell’ultimo anno per i servizi aggiuntivi, Lombardia ed Emilia-Romagna hanno deciso di sopperire ai tagli dei trasferimenti statali con propri fondi, stanziando rispettivamente 117,5 e 116,5 milioni di euro. Seguono la Provincia di Bolzano, con 53 milioni, ed il Friuli Venezia Giulia con quasi 39 milioni. In negativo la Calabria, il Molise, la Sardegna, la Sicilia, la Puglia e soprattutto il Lazio, con nessuno stanziamento aggiuntivo per i servizi ferroviari. C’è da dire però che Iin Sicilia continua il piano di cofinanziamento regionale per l’acquisto di treni Minuetto che vede impegnata la Regione con 12 mln di euro.
Un’Italia che viaggia sempre a due velocità. In provincia di Bolzano la condizione dei pendolari è decisamente migliore rispetto agli altri casi perché è l’unico territorio che investe nel trasporto ferroviario 1.100 euro ad abitante tra il 2001 ed il 2012 contro i 15 euro della Sicilia. Ma nell’Isola, nonostante gli investimenti della Regione siano stati vicino allo zero, sono state investite ingenti risorse Fas per le infrastrutture ferroviarie; in particolare si tratta di 9,3 milioni di Euro per la metroferrovia Messina- Giampilieri, di 8 milioni per la velocizzazione della linea Palermo-Agrigento e di 8,6 milioni per il restyling delle stazioni di Palermo, oltre all’istituzione della fermata Notarbartolo-Politeama.

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