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Palermo – Una città sull’orlo di una crisi di crolli. Centro storico, 1.600 abitazioni a rischio

Gaspare Ingargiola

Palermo – Una città sull’orlo di una crisi di crolli. Centro storico, 1.600 abitazioni a rischio

venerdì 18 Gennaio 2013 - 08:00
Palermo – Una città sull’orlo di una crisi di crolli. Centro storico, 1.600 abitazioni a rischio

Allarmanti i dati diffusi da Nadia Spallitta: 100 edifici con il codice rosso, 400 richiedono interventi urgenti

PALERMO – Palermo sta implodendo su se stessa. Letteralmente. Ormai non passa settimana senza un sequestro preventivo, un crollo, lo sgombero di una palazzina. Sarebbero migliaia gli edifici da ricostruire dalle fondamenta: la strage di via Bagolino è solo la punta di un iceberg grigio e imponente. Da mesi la lotta al mattone della Polizia Municipale colpisce a tappeto tutte le zone della città, cogliendo però solo una minima parte dell’illecito. A proposito di via Bagolino, dall’8 gennaio i tecnici della Procura sono in azione per esaminare il cratere creato dal crollo delle due palazzine. A novembre è stato sequestrato, in via dello Spasimo, il comprensorio adiacente all’ex Chiesa di Santa Maria dello Spasimo.
Tra l’altro, trovandosi sulla stessa fascia di rispetto dello Spasimo, il comprensorio è sottoposto a vincolo monumentale. Ben otto le persone denunciate. A dicembre nuovi interventi per un totale di 6 denunce: a Mondello, in via Tolomea, per due edifici di 55 mq ciascuno e un basamento in cemento armato; a Borgonuovo, in via Felice, per un manufatto di 120 mq e un prefabbricato di legno, e in via Torre Ingastone, dove il proprietario di un immobile di due piani già posto sotto sequestro aveva violato i sigilli per continuare a costruire; a Cruillas, in via Salemi, dove un edificio di due piani è stato realizzato su un lotto di terreno di 600 mq già sequestrato nel 2006. Stessa scena a Fondo Dragotto, a Falsomiele, dove un terreno di 1300 mq è stato sequestrato per la seconda volta dopo la violazione dei sigilli apposti nel 2009.
L’episodio più grave a Pallavicino, in via Orazio Nelson, dove i lavori di un cantiere non autorizzato continuavano, nonostante lo stesso fosse già stato bloccato e la demolizione di alcuni fabbricati già avvenuta. Motivo? La sospensione dei lavori non era stata notificata. Per questo il fascicolo aperto su disposizione del pm Maurizio Agnello, e convalidato dal Gip Giovanni Francolini, è rimasto aperto in attesa di accertamenti sulle eventuali responsabilità sia nel settore Urbanistica sia nell’ufficio del Genio Civile.
Il rischio crolli, com’è noto, riguarda anche i beni culturali: a novembre è stato transennato il complesso monumentale dell’Itria detto “La Pinta”, nella zona dell’ospedale Di Cristina. Il provvedimento di sequestro è stato disposto dal Gip Francolini su richiesta del pm Luca Battinieri. Al “grave stato di degrado” avrebbe contribuito anche “uno scavo aperto sul marciapiedi in corrispondenza del’ingresso principale, potenziale fonte di pericolo per l’incolumità pubblica”. A dicembre è stata messa in sicurezza la chiesa di San Giuseppe dei Teatini ai Quattro Canti. Per non parlare delle palazzine sgomberate in queste settimane per rischio statico: transenne in via Mazzini al civico 43, in via Muzio Salvo Rosina, a due passi da piazza Sturzo, ai civici dal 17 al 21, e in via Casalini, dove si è verificato un altro crollo, ai civici 85, 89 e 94.
Ma quanti sono gli immobili pericolanti a Palermo? Secondo la vicepresidente del Consiglio comunale, Nadia Spallitta, “soltanto nel centro storico esistono 1600 abitazioni fortemente degradate, 100 edifici sono classificati ad alto rischio e 400 richiedono interventi urgenti”. Ovviamente non è sempre immediata l’equazione tra abusivismo e cedimenti strutturali, ma in molti casi la relazione esiste e via Bagolino è lì a testimoniarlo. Il Testo Unico dell’edilizia, il dpr 380 del 2001, all’art. 44 punisce il reato di abusivismo edilizio con “l’ammenda fino a 10.329 euro per l’inosservanza delle norme”, “l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164 a 51.645 euro” nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione nonostante l’ordine di sospensione e “l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 a 51.645 euro” nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso.

“Su 1.943 ordini di demolizione, neanche un abbattimento”

PALERMO – Secondo il dossier “Abbatti l’abuso” di Legambiente, nel capoluogo l’abbattimento delle costruzioni fuorilegge procede troppo a rilento: di 1943 ordinanze di demolizione emesse negli ultimi 11 anni non risulta eseguito neppure un abbattimento. Per la Spallitta “sarebbe indispensabile che il Comune si dotasse del libretto dei fabbricati, un documento previsto dalla legge, che certifica lo stato di salute di ciascun edificio. Il libretto è una sorta di carta d’identità dell’immobile, che ne indica le caratteristiche e la storia (con corredo di planimetrie, grafici, relazioni geologiche, etc), consentendo di individuare preventivamente gli eventuali interventi necessari per la messa in sicurezza dello stesso. L’Amministrazione dovrebbe imporre ai privati, laddove è possibile, la realizzazione delle opere contingibili e urgenti, e in mancanza, procedere in danno degli stessi privati. Esiste del resto un apposito capitolo di bilancio, dove vengono appostate talune risorse per consentire, attraverso contratti aperti, di eliminare pericoli per la pubblica e privata incolumità. Ed è altrettanto indispensabile attivare al più presto gli stanziamenti della legge regionale 25/1993, che assegna dei contributi per i privati, sia in conto capitale sia in conto interesse, per gli immobili del centro storico. Da anni sono stanziati e non utilizzati circa 10 milioni di euro, destinati a queste finalità”. Sulla stessa linea di principio anche l’assessore al Territorio, Agata Bazzi, che in un’intervista al programma “Ditelo a Rgs” sottolinea che bisogna “favorire l’accesso a mutui a conto interessi perché in questo momento intervenire sul mercato immobiliare è la cosa più concreta da fare per incidere sull’edilizia privata”.

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