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Catania – Cinquant’anni non sono bastati per approvare il Piano regolatore

Melania Tanteri

Catania – Cinquant’anni non sono bastati per approvare il Piano regolatore

giovedì 21 Febbraio 2013 - 08:00
Catania – Cinquant’anni non sono bastati per approvare il Piano regolatore

C’è il rischio che non basti questa legislatura. Stancanelli: “Vorrei adottarlo entro la fine del mandato”. Il Consiglio rinvia ancora: manca la Vas. Ma Bellavia: “Non è un ostacolo”

CATANIA – Tutto rinviato a data da destinarsi per vedere avviata la discussione sul Piano regolatore generale in Consiglio comunale. Le elezioni e le tante delibere che dovrà affrontare l’assise cittadina, hanno infatti fatto slittare l’importante dibattito intorno al documento, che la città attende da oltre 50 anni, ma sembra che alla base del rinvio vi sia, soprattutto, l’assenza della Vas, la Valutazione ambientale strategica.
Ad affermarlo, il presidente del Consiglio comunale, Marco Consoli, che ha sottolineato come, ancora, dalla Regione non sia arrivato nessun documento in merito, cosa che ha scatenato immediate polemiche, a cominciare da quelle del consigliere Giacomo Bellavia.
“La Vas non è un problema – ha affermato Bellavia, che è anche vice presidente della commissione urbanistica – il Prg si può e si deve approvare entro la fine del mandato consiliare”. Secondo Bellavia, dunque, l’assenza della Vas non sarebbe un ostacolo all’avvio della discussione, dal momento che gli uffici comunali avrebbero già effettuato indagini esaustive.
“In ogni caso, come chiarito dall’avvocatura comunale già nel maggio 2012 – specifica Bellavia – e come ribadito dalla Regione recentissimamente, la Vas da parte della Regione può essere prodotta anche dopo l’approvazione, purché entro l’adozione da parte dell’Arta, l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente”.
Parla di atto di lealtà, Bellavia, in riferimento all’avvio della discussione sul Prg, ma anche di assunzione di responsabilità da parte del Consiglio. Argomento, quest’ultimo, ripreso dallo stesso primo cittadino che, di fronte l’ipotesi di un nuovo rinvio, che potrebbe significare anche la mancata trattazione del documento entro la fine della sindacatura, ha lanciato un appello ai consiglieri, pur consapevole che la coincidenza con la campagna elettorale non aiuterà certo ad avviare una discussione equilibrata e come, in ogni caso, sia estremamente difficile portare a casa il risultato senza poter più contare su una maggioranza schiacciante.
“Vorrei che il Piano regolatore fosse adottato entro la fine del mio mandato – ha affermato Stancanelli – la città non può perdere questa occasione”. Eppure, sono ancora tante le voci di dissenso intorno al documento di programmazione urbanistica. Come quelle di Confcommercio che, dopo aver criticato alcuni aspetti del Piano, è tornata a puntare il dito contro l’“eccesso di cemento” previsto in alcune zone strategiche come quella fronte mare.
“Relativamente all’area risorsa compresa tra piazza Europa e il limite nord del Porto c’è la previsione di costruire edifici sul mare, torri fino a 18 elevazioni – ha ribadito il direttore di Confcommercio, Francesco Sorbello – durate la riunione in commissione – un ammasso di cemento che deturpa il contesto ambientale del lungomare e genera valore solo per coloro che vi costruiranno”. Non solo: l’associazione dei commercianti critica anche altri aspetti del Prg, come ad esempio le aree risorse speciali individuate nelle zone attualmente occupate da complessi ospedalieri in corso di dismissione in centro storico.
Differente la posizione degli ordini professionali che, nel corso di un incontro, la settimana scorsa hanno ribadito la loro, netta, posizione: “Diciamo no alla strumentalizzazione politica del Piano regolatore generale – hanno affermato i rappresentanti di Architetti e Ingegneri e a ulteriori rinvii della sua adozione che si ripetono da oltre vent’anni”.

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