Apriamo i cantieri delle infrastrutture - QdS

Apriamo i cantieri delle infrastrutture

Carlo Alberto Tregua

Apriamo i cantieri delle infrastrutture

martedì 25 Agosto 2009 - 00:00

Regione, sceriffi negli appalti

I fondi Fas sono stati finalmente deliberati. I fondi europei 2007/2013 sono disponibili per finanziare progetti cantierabili. Vi sono altre disponibilità finanziarie a carico del bilancio della Regione per cofinanziare infrastrutture. Non si sa cosa possa impedire che in questo mese di sonnacchioso agosto e nelle prossime settimane i 390 sindaci, i nove presidenti di Provincia regionale, i 32 dirigenti generali della Regione e i 12 assessori producano progetti cantierabili, in modo da aprire già nel mese di settembre o al più tardi in ottobre i cantieri in Sicilia.
E invece le burocrazie se ne infischiano di premere l’acceleratore di autorizzazioni e concessioni al fine di rilasciarle in giorni o settimane e non in mesi. Le stesse burocrazie (regionale e locali) si nascondono dietro l’alibi di procedure appositamente complicate per alimentare la corruzione, in modo da stimolare chi volesse sollecitare a mettere mani al portafoglio .

Bisogna scriverlo chiaro e forte: coloro che non emettono i provvedimenti concessori, autorizzativi o amministrativi in tempi europei sono potenzialmente corrotti. O perché aspettano bustarelle con dentro banconote di euro o perché vengono meno al loro dovere etico di compiere la propria attività nel più breve tempo possibile, all’insegna di un’efficienza indispensabile a fare concludere i procedimenti amministrativi.
Concorrono a questa corruzione generale i diversi comitati che hanno il compito di emettere pareri spesso inutili e che, invece, mangiano risorse per gli apparati amministrativi che li sostengono e ai loro componenti, cui arrivano compensi di ogni genere, quasi sempre non meritati.
Dunque, ora occorre aprire i cantieri, senza por tempo in mezzo. Le risorse finanziarie ci sono, chi dovesse tardare a immetterle nel mercato, dando sollievo a lavoratori e imprese, avrebbe un comportamento criminogeno.

In una regione dove vi è grande necessità di attività produttive e, soprattutto, di infrastrutture di ogni genere e tipo, ritardare anche di un sol giorno l’apertura dei cantieri per costruirle è il modo per andare contro l’interesse dei siciliani. E chi va contro l’interesse dei siciliani dev’essere politicamente mandato a espiare a Sant’Elena. Altro che ricevere premi, compensi e gettoni.
Non sono più sopportabili l’incuria, i personalismi, la prevalenza di interessi categoriali. Insomma, quell’insieme di comportamenti contro l’interesse dei siciliani. Bisogna dirlo forte e chiaro: quei tempi di inciuci, di accordi sottobanco e di altre nefandezze cui tanti cattivi democristiani, socialisti e comunisti ci hanno abituati sono andati in archivio. Peraltro, che gli inciuci siano rimasti in questi quindici anni è dimostrato dal fatto che dal ‘94 ad oggi i fondamentali della Sicilia sono inchiodati agli ultimi posti nella graduatoria delle regioni italiane.

Nella grande questione dell’attivazione di tutti i cantieri per gli appalti in Sicilia, vi è quella del controllo dei materiali. La vergognosa vicenda dell’ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento è la punta dell’iceberg. Ma non c’è sufficiente informazione al riguardo, relativa, per esempio, ai nomi dei titolari delle imprese, dei progettisti, dei direttori di lavori e delle industrie del cemento che hanno concorso a compiere il crimine su cui la Procura di Agrigento sta indagando e, cioè, il depotenziamento del cemento con cui è stato costruito l’ospedale. Se la malta contiene più sabbia che cemento, qualcuno l’avrà prodotta e questo qualcuno è l’industria cui è stato ordinato il calcestruzzo. Ora, è noto che esso deve avere certe proporzioni di materie prime. Come hanno fatto i produttori a non accorgersi che tali proporzioni erano falsate? Anche loro hanno fatto parte della combriccola?
La Guardia di Finanza farà chiarezza sulla vicenda, ma ci preoccupano di più le vicende nascoste, che non sono state ancora scoperte.
Suggeriamo all’assessore al ramo di istituire una squadra di “sceriffi” tosti, che vadano a ispezionare ogni giorno i cantieri, per impedire il truffaldino comportamento emerso.

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