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Sicilia, scuole più multietniche. Cambia il volto dell’istruzione

Liliana Rosano

Sicilia, scuole più multietniche. Cambia il volto dell’istruzione

giovedì 11 Aprile 2013 - 04:00
Sicilia, scuole più multietniche. Cambia il volto dell’istruzione

Traformazione lenta ma costante: il cambiamento ormai è diventato un fatto strutturale. Catania e Messina le province dell’Isola col più alto numero di studenti stranieri

PALERMO – Anche la scuola siciliana diventa multietnica e multiculturale e con essa la società cambia volto. A riflettere queste evoluzioni è il mondo della scuola. Il quadro attuale emerge dal Rapporto “Alunni con cittadinanza non italiana. Approfondimenti e analisi. A.s. 2011/2012”, elaborato dal ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Ismu. In Sicilia, ci sono in totale 21 398 studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado di cui 8016 nella scuola primaria.
Di questi, 6548 sono nati in Italia da genitori stranieri. La maggior parte degli stranieri in Sicilia arriva dalla Romania che rappresenta, con il suo 29,9%, l’etnia più numerosa, seguita dalla Tunisia con l’11,1 % degli studenti. Nell’Isola ci sono poi 488 alunni nomadi e le province con il più alto numero di studenti stranieri sono quelle di Catania (1540) e Messina (1240). Oggi gli studenti senza passaporto italiano rappresentano l’8,4% della popolazione scolastica complessiva e sono 755.939, concentrati soprattutto nelle regioni del centro Nord e nel Lazio.
Tra le regioni, a primeggiare è la Lombardia con 184.592 alunni stranieri, seguita da Veneto (89.367), Emilia Romagna (86.944), Lazio (72.632) e Piemonte (72.053). La Sicilia quindi non ha ancora raggiunto quelle percentuali di studenti stranieri che la possano classificare come regione multietnica. Infatti, dal Rapporto emerge che continua la diminuzione del numero delle scuole statali e non statali che non accolgono alunni stranieri, in totale 1.000 scuole in meno. Nell’anno scolastico 2011/2012 circa il 73% del totale delle scuole ha una presenza percentuale di alunni con cittadinanza non italiana compresa tra uno e trenta. Ci sono scuole (quasi 1.000) che, per motivi logistici, di territorio e di disponibilità di offerta formativa, si trovano a dover accogliere una percentuale di stranieri che supera il 40% degli alunni totali.
A livello regionale questo fenomeno è maggiormente rilevante in Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte; al contrario, Campania, Sardegna e Sicilia hanno tra il 40 e 46 per cento di scuole prive di alunni stranieri . Sempre in Sicilia solo lo 0,2% delle scuole supera il 30% degli alunni stranieri.
Il cambiamento, spiegano le cifre del Rapporto, è ormai un fatto strutturale. Si è passati infatti da 196.414 alunni del 2001/2002 (il 2% sulla popolazione scolastica complessiva) alle 755.939 unità del 2011/12. Anche a livello nazionale, i più numerosi sono i ragazzi romeni (141.050), seguiti dagli albanesi (102.719) e dai marocchini (95.912). In crescita soprattutto gli alunni moldavi (+ 12,3%) e ucraini (+ 11,7%) nelle scuole primarie e quelli filippini nelle scuole medie (+8,5%) e superiori (+11,2%).
E’ cresciuto notevolmente anche il numero dei nati in Italia, che ormai rappresentano il 44,2% degli studenti con cittadinanza non italiana (334.284). Solo cinque anni fa erano meno di 200 mila (34,7%). Nelle scuole dell’infanzia, poi, i bambini stranieri nati in Italia sono addirittura l’80,4% (126 mila), ma in alcune regioni la percentuale è ancora più alta e supera l’87% in Veneto e l’85% nelle Marche, mentre sfiora l’84% in Lombardia.
L’aumento più significativo di alunni di cittadinanza straniera ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado – dove sono passati dal 14% del 2001/2002 al 21,8% del 2011/2012 – a cui si rivolgono per l’istruzione professionale (frequentata dal 39,4% del totale degli stranieri) e tecnica (38,3%), seguita a distanza dall’istruzione liceale o artistica (22,3%).

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