Sanità, 500 milioni dallo Stato se la Sicilia risponde entro 22 giorni - QdS

Sanità, 500 milioni dallo Stato se la Sicilia risponde entro 22 giorni

Giovanna Naccari

Sanità, 500 milioni dallo Stato se la Sicilia risponde entro 22 giorni

giovedì 18 Aprile 2013 - 07:00
Sanità, 500 milioni dallo Stato se la Sicilia risponde entro 22 giorni

Assessore Borsellino: “Una buona notizia per i fornitori che potranno essere pagati”. Il programma 2013-15 dovrà essere presentato entro il 10 maggio

Palermo – Lo Stato riconosce l’impegno della Regione nell’operazione di rientro dei conti della sanità e sblocca 500 milioni per il settore. Un intervento che però è subordinato alla presentazione, entro venerdì 10 maggio, dei lavori di prosecuzione del programma operativo per il triennio 2013-2015 da parte dell’assessorato regionale della Salute. “Una bella notizia soprattutto per i fornitori – afferma l’assessore Lucia Borsellino – perché l’indirizzo prioritario per la destinazione d’uso è proprio quello dei pagamenti per i quali dovrà essere definito un apposito piano”.
E commenta: “E’ un riconoscimento importante, legato all’assolvimento degli impegni assunti con i piani di rientro, grazie al lavoro di squadra degli uffici dell’assessorato con i profili tecnici delle aziende Sanitarie”.
La notizia è arrivata in Sicilia in occasione della verifica annuale dei piani di rientro, condotta dai ministeri dell’Economia e della Salute, che si è svolta la scorsa settimana.
“Il nuovo programma – spiegano in una nota dell’assessorato Salute – delineerà il quadro degli interventi per il consolidamento dei risultati economici che hanno permesso il riequilibrio dei conti della sanità in Sicilia, coniugandoli con interventi di sviluppo per il potenziamento e la riqualificazione dell’offerta sanitaria”.
Per l’assessorato il miglioramento dei costi, soprattutto nella farmaceutica, nei beni e servizi, attraverso le analisi sulle procedure di acquisto e di spesa, dovrebbe consentire investimenti sul potenziamento della rete dei servizi territoriali, dell’assistenza domiciliare e sociosanitaria.
Dagli uffici spiegano, inoltre, che “è stato già stato raggiunto, ad esempio, l’obiettivo target fissato dall’Europa di passare dall’1,1% di anziani over 65 assistiti a casa nel 2007, fino al 3,5% nel 2012”.
E, ancora, “aumentano gli accessi a forme di assistenza alternative al ricovero e diminuisce di 10 milioni il saldo della mobilità passiva per le cure extraregione”. Per Pippo Digiacomo (Pd), presidente della commisssione Servizi sociali e sanitari dell’Ars: "Evidentemente stanno arrivando i frutti di un buon lavoro".

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