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Catania – Emergenza iperprescrizioni, spesa sanitaria troppo cara

redazione

Catania – Emergenza iperprescrizioni, spesa sanitaria troppo cara

venerdì 02 Agosto 2013 - 06:00
Catania – Emergenza iperprescrizioni, spesa sanitaria troppo cara

A Catania è superiore del 7% rispetto alla media nazionale

CATANIA – L’Azienda sanitaria provinciale ha avviato accertamenti su eventuali iperprescrizioni da parte di medici di famiglia. Verifiche sono in corso sui farmaci “inibitori pompa”, per controllare la quantità di scatole prescritte ai pazienti oltre la soglia consentita dal regolamento. I medici di famiglia potranno presentare controdeduzioni per spiegare e motivare le eventuali prescrizioni eccedenti. In caso contrario dovranno rimborsare quest’ultima la spesa all’Asp.
La notizia dell’avvio degli accertamenti ha trovato conferma all’Asp e in fonte sindacali della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg). Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, il Codacons, che definisce ”molto grave quanto sta accadendo in questi giorni ai medici di famiglia”.
"Attualmente – ha affermato il commissario straordinario dell’Asp di Catania, Gaetano Sirna – la spesa farmaceutica è di 7 punti superiore alla media nazionale. Un dato che peraltro non è supportato da un quadro epidemiologico tale da poter giustificare tale consumo".
"Per allineare questi dati alla media nazionale – ha aggiunto il dirigente – abbiamo già inviato una lettera a tutti i medici di medicina generale fissando degli obiettivi relativi alle spesa ‘pro capite die’ per alcune categorie di farmaci, in linea con il programma fissato da questa Asp di diminuire di 13 milioni di euro la spesa farmaceutica. In questa prima fase abbiamo monitorato la prescrizione di tre categorie di farmaci, gli inibitori di pompa, statine e antidiabetici, per il 2012, riscontrando alcune anomalie relative al fenomeno dell’iperprescrizione, che non è comprovata peraltro da una diminuzione dei ricoveri ospedalieri".
"Per questo – ha concluso Sirna – abbiamo inviato una nota di recupero del danno economico arrecato al sistema sanitario regionale, con un grado di tolleranza di cinque confezioni rispetto a quanto stabilito dall’Agenzia italiana del farmaco".

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