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Palermo – In città l’abusivismo è di casa ora si muove anche la Procura

Gaspare Ingargiola

Palermo – In città l’abusivismo è di casa ora si muove anche la Procura

martedì 03 Settembre 2013 - 12:00
Palermo – In città l’abusivismo è di casa ora si muove anche la Procura

Problematica è anche la situazione di molte famiglie senzatetto che hanno occupato diverse strutture. Dall’occupazione del suolo pubblico ai parcheggiatori, passando per quello edilizio

PALERMO – Atti vandalici contro l’isola pedonale di piazza San Domenico, bancarelle e occupazioni abusive di suolo pubblico, abusivismo edilizio senza freni, posteggiatori abusivi, occupazioni di locali pubblici, ordinanze sindacali di sgombero che si accavallano senza risultato.
A Palermo sembra vigere uno schizofrenico autogoverno del territorio, ma l’Amministrazione comunale non ci sta e così per tutto agosto la Polizia municipale ha passato a pettine fitto la città a caccia di comportamenti illeciti. Sui taccuini degli agenti di via Dogali sono finiti ambulanti, cocchieri di carrozze, esercenti non in regola, semplici cittadini che buttavano l’immondizia per strada, mentre i vandali di piazza San Domenico sono già stati colpiti da denunce e sanzioni e Palazzo delle Aquile si costituirà parte civile ai processi. Tutto è nato dal lungo vertice di fine luglio al Palazzo di Giustizia fra il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, l’assessore ai Lavori pubblici Agata Bazzi e i vertici di Polizia municipale, Questura e forze dell’ordine.
Gli argomenti affrontati sono stati soprattutto: l’emergenza abitativa, che spesso spinge i senza casa a occupare edifici pubblici per trovare un tetto per la notte, e il grande tema dell’abusivismo edilizio e dell’edilizia pericolante. Questa estate il dramma dovuto all’atavica carenza di alloggi per i meno abbienti è tornato d’attualità quando una trentina di persone (e tra queste anche alcuni sfollati di via Bagolino, in cui la notte del 17 dicembre 2012 crollarono due palazzine lasciando per terra quattro morti e decine di senzatetto) ha occupato un asilo nido in via Rallo. Altre quindici persone hanno trovato momentaneo rifugio nella foresteria comunale. Qualche volta l’emergenza, e la comprensibile disperazione di alcune famiglie, si è trasformata in uno scontro ad alta tensione con l’amministrazione e le forze dell’ordine, come nei casi dell’occupazione degli edifici a carattere monumentale e che pertanto godono di maggiore tutela: si pensi agli episodi di Palazzo La Rosa e Villa Laura.
Diverso il caso dei tanti palazzi abbandonati che, se ristrutturati, potrebbero sicuramente tornare utili: sempre ad agosto, ad esempio, una piccola comunità di una sessantina di persone ha trovato riparo in un edificio abbandonato in via Pasquale Calvi all’angolo con via Manin, abbandonato da anni e colmo di rifiuti e materiale da risulta. Nel suo primo anno di amministrazione la reazione della giunta Orlando è sempre stata quella della fermezza, specie quando si è trattato di edifici di valore storico. Quando scoppiò il caso di Villa Laura il sindaco Leoluca Orlando si spinse a parlare di “un’unica regia criminale che mira a speculare sul bisogno delle famiglie”.
A proposito di immobili abbandonati al loro destino, con il pm Agueci si è discusso anche della repressione dell’abusivismo edilizio e dello sgombero di palazzine pericolanti, frequente oggetto di ordinanze da parte del sindaco. Spesso ai provvedimenti di sequestro da parte degli Uffici del centro storico non seguono gli interventi di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria che sarebbero d’obbligo ma che i proprietari rinviano a data da destinarsi o eseguono maldestramente mettendo in pericolo la stabilità degli immobili in questione.
Per Palazzo delle Aquile proprio in via Bagolino si è verificato un caso simile. Ecco perché diventa importante, grazie alla collaborazione di polizia e carabinieri, l’azione di prevenzione prima e persecuzione poi di ogni forma di abusivismo edilizio. Basta fare un giro per le vie del centro storico (via Maqueda, Ballarò, l’Albergheria, corso Vittorio Emanuele, il Capo, la Vucciria) per rendersi conto di come sopraelevazioni o manomissioni non autorizzate abbiano deturpato il volto antico del capoluogo.

Piaga sociale. Le “facce note” che vigilano sui posteggi

PALERMO – In Procura si è affrontato anche il tema dei posteggiatori abusivi. A Palermo la piaga ha assunto dimensioni inquietanti con una vera e propria spartizione del territorio fra centinaia di “facce note”. Qualche mese fa i parcheggiatori hanno perfino sfilato per le vie della città chiedendo il riconoscimento del proprio status di abusivi. Piazza Pretoria ha predisposto un dossier con 284 nominativi di posteggiatori da consegnare ai magistrati. Sono nomi ricavati dalle oltre 500 segnalazioni degli ultimi mesi. Il tentativo potrebbe rivelarsi infruttuoso, perché esiste un vuoto legislativo in materia e, di fatto, fare il parcheggiatore abusivo non è reato. Resta la sanzione amministrativa, a meno che la “richiesta del caffè” non sia accompagnata da una minaccia e allora si può parlare di estorsione. Il dossier potrebbe però aprire la strada a una novità: la Procura potrebbe indagare per verificare se dietro i parcheggiatori ci sia un’unica regia e pertanto ci siano i presupposti dell’associazione a delinquere.

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