Stagnazione confermata dalle agenzie di rating - QdS

Stagnazione confermata dalle agenzie di rating

Raffaella Pessina

Stagnazione confermata dalle agenzie di rating

martedì 22 Ottobre 2013 - 07:00
Stagnazione confermata dalle agenzie di rating

Regione siciliana: spesa sanitaria ancora elevata e Irpef e Irap ai massimi livelli. Rischio di declassamento nel 2014 per gestione insufficiente

PALERMO – È stato confermato il rating BBB per la Regione Sicilia, con outlook negativo. Il 2013 sarà il sesto anno consecutivo di contrazione economica per la Sicilia e l’agenzia di rating Fitch, insieme con S&P, prevedono una stagnazione nel 2014. Una delle soluzioni è rappresentata dall’aumento delle tasse. E se le manovre di rientro non dovessero bastare, il rischio è di un downgrade.
“I funzionari regionali – nota Fitch – sono convinti che circa 6 miliardi di fondi Ue e di spesa in conto capitale finanziata dallo Stato nel 2013-2015, farà riaccendere, dalla metà del 2014, la crescita e spingere le entrate verso i 15 miliardi, sostenute da aumenti fiscali come Irpef e Irap. Stabilizzata la spesa sanitaria a 9 miliardi. Fitch si aspetta iniezioni di liquidità nel sistema sanitario di circa mezzo miliardo nel 2013 e fino a un miliardo nel 2014 per tagliare il debito del settore pubblico allargato e lo stress di liquidità, pagando i fornitori commerciali entro 60 giorni.
Ma avverte Fitch: “Un risultato di gestione insufficiente a coprire il fabbisogno finanziario, che si ritiene possa salire intorno a 800 milioni all’anno nel 2014-2015, potrebbe non essere compatibile con l’attuale rating BBB e potrebbe portare a un downgrade a BBB-”. “Sin dall’inizio del 2013, l’attuale amministrazione ha adoperato un approccio più responsabile nelle relazioni con il governo centrale, atteso che la richiesta di supporto finanziario e manageriale del governo è stata strettamente connessa all’impegno della Regione di aggredire le voci di spesa più sensibili del proprio bilancio”. Le prospettive del rating regionale, per S&P, sono sostanzialmente connesse a quello nazionale. La conferma del rating è stata commentata positivamente dall’assessore all’economia Luca Bianchi: “Un fatto che rappresenta, pur nella difficoltà del quadro, il riconoscimento della credibilità dell’azione portata avanti in questi mesi. In un contesto di finanza pubblica ancora complicato, legato sostanzialmente a quello nazionale, e di fronte ai rischi di declassamento connessi alle drammatiche performance economiche dell’Italia e delle regioni meridionali (come è emerso giorni fa dal rapporto Svimez), le agenzie di rating per la prima volta incoraggiano proprio la nuova gestione dei conti pubblici regionali”.
Sul fronte politico le polemiche a mai finire hanno coinvolto questo fine settimana il presidente della Regione Rosario Crocetta e il deputato regionale Riccardo Savona. Crocetta, intervenuto sabato scorso al congresso dei Democratici riformisti per la Sicilia, ha invitato con decisione a uscire dalla sala convegni di Campofelice di Roccella (Palermo), il deputato regionale Riccardo Savona. “Qui c’è qualcuno che non deve starci e deve uscire subito”.
Ha detto Crocetta. A quel punto Savona, presidente della commissione Bilancio nella scorsa legislatura e attuale presidente della commissione speciale per la Spending review, è andato via. Il parlamentare sarebbe coinvolto in vicende giudiziarie. “Pur essendo fiduciosi che Savona riuscirà a dimostrare la sua totale estraneità, per il gruppo parlamentare dei Drs è obbligatorio fare una riunione sul tema per assumere una determinazione” ha commentato Edi Tamajo, segretario regionale dei Drs.
Ieri è arrivata la replica di Savona: “Non ho ricevuto alcun invito formale a fare un passo indietro. Da oggi rilascerò dichiarazioni solo valutandole con i miei legali per evitare che possano essere equivocate”. Intanto durante il congresso il capogruppo Beppe Piccolo ha detto che i Drs proseguiranno nella loro attività politica di appoggio al governatore. “All’Ars possiamo subito lavorare per la formazione di un intergruppo tra Drs, Megafono e Articolo 4 – ha detto Picciolo – mentre sul piano nazionale “intravediamo nella prospettiva del Partito popolare europeo una dimensione che si attaglia alla nostra ispirazione politica”. Il congresso si è concluso con la manifestazione di disponibilità a “convergere in un movimento più grande che, federandosi con il Pd, possa rappresentare meglio la cultura e l’esperienza dei cattolici democratici, dei laici e dei socialisti riformisti”.

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