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Trapani – Scuola, il record degli abbandoni

Vincenza Grimaudo

Trapani – Scuola, il record degli abbandoni

martedì 29 Ottobre 2013 - 15:00
Trapani – Scuola, il record degli abbandoni

Su 100 casi rilevati, la dispersione è del 70% nelle scuole medie, 25% elementari, 5% superiori. Denunciati centodieci genitori per inosservanza degli obblighi d’istruzione

TRAPANI – Il capoluogo si riscopre terra di evasione scolastica da record. Sono 110 i genitori denunciati complessivamente dai carabinieri nell’anno scolastico concluso nel giugno scorso per inosservanza degli obblighi d’istruzione. Nella maggior parte delle situazioni rilevate i militari dell’Arma, con la collaborazione dei Servizi sociali dei Comuni di Trapani ed Erice, hanno riscontrato condizioni di disagio familiare, dipendenti dai fattori più variegati e difficili.
La mappa della dispersione scolastica vede il fenomeno insistere nelle scuole medie inferiori (70% dei casi rilevati), piuttosto che nelle scuole elementari (25% dei casi rilevati) e superiori (5% dei casi rilevati). I genitori hanno un età media tra i 30 ed i 40 anni, sono per oltre il 90 per cento operai, ambulanti, braccianti agricoli, muratori, disoccupati, casalinghe, collaboratrici domestiche, operaie e come livello di istruzione hanno conseguito il diploma di scuola media inferiore. Il 10 per cento sono di nazionalità straniera (4 per cento cinesi, un altro 4 per cento marocchini e il restante 2 per cento romeni).
I genitori, per quanto riguarda l’abbandono scolastico o la frequentazione saltuaria, riferiscono di aver assecondato la volontà dei figli, in altri la scelta è dovuta al fatto che non ritengano utile o importante dover mandare i figli a studiare per ricevere almeno una cultura di base, negando così ai propri figli la possibilità di ambire a prospettive culturali sempre più evolute e necessarie per garantire in ultima analisi un futuro migliore. Al comando dei carabinieri preannunciano che tali controlli verranno svolti come di consueto anche per questo anno scolastico appena cominciato nel tentativo di arginare tale fenomeno la cui gravità, più che nei numeri, risiede negli effetti devastanti su quei ragazzi che, non venendo avviati alla scuola, si troveranno nel prossimo futuro con una pesante ipoteca da scontare e proprio per questo potrebbero essere facile preda della criminalità.
I controlli sono stati fatti in collaborazione con i dirigenti scolastici degli istituti di ogni ordine e grado del capoluogo per individuare casi di inadempienze da parte dei minori sottoposti agli obblighi di istruzione. Sono state analizzate caso per caso tutte le varie assenze maturate dagli studenti al fine di individuare quelle che per numero e frequenza fossero riconducibili alla fattispecie penale della violazione degli obblighi di istruzione scolastica. Il reato di inosservanza degli obblighi scolastici, previsto dall’art. 731 del Codice penale e dalla legge 53/2003, punisce la condotta omissiva con un’ammenda, da cui consegue anche l’impossibilità di conseguire licenze di pubblica sicurezza (dalla detenzione di armi, all’apertura di un esercizio pubblico).
"L’inosservanza dell’obbligo dell’istruzione e l’abbandono scolastico, – sostengono dal comando provinciale dei carabinieri – sono reati che non destano allarme sociale, non vengono percepiti dalla maggior parte della società civile come tali, ma giudicati come una conseguenza quasi fisiologica, che una società in continua evoluzione deve pagare, come una subcultura di periferia, presente quasi esclusivamente nei quartieri più periferici o degradati della città”.

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