Depositi in crescita, al Sud prestiti in diminuzione del 2,4% - QdS

Depositi in crescita, al Sud prestiti in diminuzione del 2,4%

Patrizia Penna

Depositi in crescita, al Sud prestiti in diminuzione del 2,4%

mercoledì 30 Ottobre 2013 - 07:00
Depositi in crescita, al Sud prestiti in diminuzione del 2,4%

Diffuso il Bollettino Statistico Bankitalia n. 74 di ottobre: i dati si riferiscono ad agosto 2013. Credit crunch e crisi di fiducia condizionano fortemente famiglie ed imprese

PALERMO – “La raccolta bancaria resta solida. I prestiti alle imprese e alle famiglie non mostrano ancora segnali di ripresa, risentendo della debolezza del quadro congiunturale che influenza la domanda ma anche le condizioni di offerta del credito, pur con qualche segnale di attenuazione delle tensioni”.
E’ quanto si legge nel Bollettino Statistico Bankitalia n. 74 di ottobre 2013 che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il nostro Paese appare strangolato in una doppia morsa rappresentata dalla stretta creditizia da un lato e dalla crisi di fiducia dall’altra. Quest’ultima ha fatto sì che famiglie ed imprese si siano trasformate improvvisamente in “formiche” sviluppando una spiccata propensione al risparmio.
Già nel rapporto “L’Economia in Sicilia 2013”, Bankitalia affermava che “L’incertezza sulle prospettive dell’economia potrebbe aver favorito l’espansione della componente precauzionale del risparmio”: dunque crescono i depositi e diminuiscono i prestiti. L’analisi della Banca d’Italia, contenuta nel Bollettino di ottobre, rivela che “Tra la fine di maggio e quella di agosto (2013, nda), i depositi presso le banche italiane della clientela residente sono aumentati di circa 4 miliardi (…) La flessione dei prestiti bancari al settore privato non finanziario (-3,7% nei tre mesi terminanti in agosto in ragione d’anno)riflettendo l’andamento del credito sia alle imprese sia alle famiglie (-5,4 e -1,6%, rispettivamente).
Il calo sui dodici mesi dei finanziamenti alle imprese ha interessato le banche di tutte le classi dimensionali”. Accanto alla stretta creditizia, dunque,ad influenzare l’andamento dei prestiti è senza dubbio la debolezza della domanda: in tempi di incertezza ormai cronica, l’investimento assume i contorni di un rischio che forse è meglio non correre. Ciò ha effetti deleteri sull’economia reale perché, come ha detto al Quotidiano di Sicilia, Luigi Guiso, professore di Economia alla European University Institute: “L’intero equilibrio economico è scivolato verso il basso. Le imprese in questo momento non riescono a guardare avanti. Se non investono, non assumono. Il fatto di assumere incide naturalmente sulle famiglie che restano per forza di cose appese ad un filo. Se anche avessero prospettive appetibili tali da incoraggiare investimenti, ciò non esclude che le banche potrebbero trovarsi ad avere difficoltà nell’erogazione del credito. In questo momento la macchina produttiva italiana in questo momento è ferma, bloccata. Il risultato è lo stallo”. Il Bollettino Statistico di ottobre conferma inoltre che al Sud la contrazione dei prestiti mostra effetti meno “drammatici” rispetto alle altre aree del nostro Paese: il mese di agosto, rispetto allo stesso periodo del 2012, ha registrato un calo del -2,4% che appare comunque meno significativo sia della media nazionale (-3,6%), sia della percentuale registrata al Centro Nord (-3,8%).

“Nella secondo trimestre 2013 – si legge nel documento Bankitalia – il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti, al netto dei fattori o stagionali e in ragione d’anno, è rimasto elevato, al 2,9 per cento; è aumentato di due decimi, al 4,7 per cento, per i finanziamenti alle imprese, mentre è diminuito di due decimi, all’1,3%, per quelli alle famiglie. Informazioni preliminari per luglio ed agosto indicano che l’esposizione complessiva nei confronti dei debitori segnalati per la prima volta in sofferenza è lievemente superiore rispetto al corrispondente periodo del 2012; al netto dei fattori stagionali, l’aggregato risulterebbe tuttavia in diminuzione nel confronto con il bimestre precedente”.

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