Rifiuti, Sicilia fuori dagli obiettivi Ue - QdS

Rifiuti, Sicilia fuori dagli obiettivi Ue

Rosario Battiato

Rifiuti, Sicilia fuori dagli obiettivi Ue

venerdì 01 Novembre 2013 - 11:00
Rifiuti, Sicilia fuori dagli obiettivi Ue

Raccolta differenziata e riciclo, l’Isola in coda alla classifica nazionale e lontana persino alla media meridionale. Dati lusinghieri soltanto nel comparto degli scarti di apparecchiature elettriche ed elettroniche

PALERMO – Nei giorni scorsi, Anci e Conai hanno diffuso il terzo rapporto sulla raccolta differenziata e riciclo nel 2012. Ci sono regioni che migliorano e crescono avvicinandosi alla media nazionale, mentre in Sicilia si registrano i consueti valori che fanno ben figurare persino il deprimente risultato del Mezzogiorno.
Alla Regione dovrebbero preoccuparsi e pure parecchio, perché al di là della liquidazione delle Ato e dell’avvio del nuovo sistema di gestione dei rifiuti in mano ai Comuni e alle nuove Società di regolamentazione del servizio dei rifiuti (Srr), ci sono ancora diversi nodi da sciogliere e non riguardano soltanto la tenuta economica del sistema e i debiti pregressi, ma anche gli obiettivi europei da raggiungere nei prossimi anni per riciclo e differenziata che potrebbero avviare pericolose ripercussioni come le procedure di infrazione.
C’è tempo fino al 2020 per raggiungere la quota del 50% di avvio a riciclo per Regione. La Sicilia, in questo contesto, gode dell’ultima postazione nazionale. Il dato isolano supera di non molto il 10%, un risultato che si trova a circa un terzo dalla media italiana che sfiora il 40%.
Il secondo aspetto riguarda quanto previsto dall’articolo 205 del d.lgs. 152/2006 che fissa per il 31 dicembre del 2012 il raggiungimento di almeno il 65% della raccolta differenziata. Anche in questo caso la Sicilia si trova sul fondo della classica italiana che comunque mantiene in generale una media inferiore a quanto richiesto dall’Europa. I valori più alti si registrano nel nord-est (54,89%), seguito dal nord-ovest (48,63%), dal centro (33,11%), mentre a chiudere troviamo il Sud e le isole (24,97%). E stiamo parlando di un obiettivo che è già scaduto dieci mesi fa, e che nemmeno quest’anno sarà raggiunto.
Nel 2012, la Sicilia ha raggiunto complessivamente 297 mila tonnellate di differenziata tra carta, plastica, legno, metalli, imballaggi misti, vetro, frazione umida e verde, raee e altre porzioni minori. Un dato spazzato via dai 2 milioni della Lombardia, dal milione e mezzo dell’Emilia-Romagna e dal milione di Piemonte e Veneto. Il confronto è decisamente impietoso se si passa al dato pro capite. La Sicilia ha infatti il risultato più basso d’Italia, 69,17 kg/ab./anno, che è impietoso se confrontato con la media nazionale (199,74) e ancora di più con Emilia-Romagna (299,77), Trentino-Alto Adige (271,33), Veneto (259,14) e Piemonte (255,74).
C’è solo un settore di raccolta che ha permesso alla Sicilia di elevarsi di poco al di sopra della mediocrità e dell’ultimo posto nazionale. Sempre nel 2012, l’Isola ha raccolto circa 13,5 mila tonnellate di Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), che si traduce nel 6,05% della raccolta nazionale. Una raccolta cospicua che crolla non appena il dato viene distribuito sulla popolazione regionale, in quanto la media isolana di poco più di 2,7 kg/ab./anno resta comunque inferiore a quella nazionale e di poco superiore ad altre regioni meridionali come Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e Molise.
Il dato si mantiene più o meno stabile anche nel primo semestre del 2013, periodo in cui la Sicilia ha portato al ribasso la sua quota percentuale nazionale scivolando al 4,8%.

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