Commissione Antimafia: Fava, da depistaggio Borsellino a caso Montante Istituzioni reticenti e colluse - QdS

Commissione Antimafia: Fava, da depistaggio Borsellino a caso Montante Istituzioni reticenti e colluse

Commissione Antimafia: Fava, da depistaggio Borsellino a caso Montante Istituzioni reticenti e colluse

mercoledì 19 Dicembre 2018 - 00:00
"Quello che emerge come dato trasversale da tutte le indagini portate avanti dalla commissione Antimafia regionale è che qui tanti sanno. C’è un concorso di
responsabilità sul piano delle colpe, delle omissioni, delle reticenze, delle collusioni, delle complicità molto trasversale sul piano istituzionale e politico".
E’ l’atto d’accusa di Claudio Fava, parlamentare dei Cento Passi all’Assemblea regionale siciliana e presidente della commissione Antimafia di Palazzo dei Normanni.
"La ricerca delle spalle del colpevole – ha detto Fava – sulle quali poggiare l’intero peso di una vicenda, dal depistaggio Borsellino al governo parallelo di Montante per arrivare alle irregolarità nella gestione di Girgenti Acque, rischia di mantenere al riparo tanti che avrebbero dovuto controllare, opporsi, segnalare e non l’hanno fatto".
Per Fava "questa reticenza, inerzia, collusione" che resta tale "fino a quando non c’è il campanello d’allarme suonato dalla magistratura
con l’intervento della procura o con una sentenza" è il "male che affligge la Sicilia".
"Senza questo atteggiamento – ha detto – non avremmo avuto il sistema Montante, i diciotto anni di depistaggio sulla vicenda Borsellino, dieci anni di sprechi nella gestione delle acque nella provincia più assetata d’Italia".
Tra le inchieste aperte dalla commissione presieduta da Fava c’è proprio quella sul caso Montante.
"Dalle audizione – ha spiegato – emerge che la pratica era quella di tacere. Tutto quello che ci è stato raccontato era noto: le liste di proscrizione, i dirigenti cacciati via, quelli portati in palmo di mano, i senatori che governavano per interposta persona alla Regione nella studio accanto a quello di Crocetta. Tutti hanno taciuto".

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