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Privatizzazioni per 12 mld, ora è il turno di Letta

redazione

Privatizzazioni per 12 mld, ora è il turno di Letta

venerdì 22 Novembre 2013 - 09:00
Privatizzazioni per 12 mld, ora è il turno di Letta

Il premier annuncia un piano di dismissioni di beni pubblici per fare cassa

ROMA – Il piano di privatizzazioni “dovrebbe fare entrare 10-12mld di euro”. Lo ha detto il premier Enrico Letta nella conferenza stampa che si è svolta al termine del Consiglio dei ministri. La metà delle risorse “si pensa possa andare – ha spiegato – alla riduzione immediata del debito nel 2014 e l’altra metà alla ricapitalizzazione della Cassa depositi e prestiti”. Questo tipo di intervento risponde a “una scelta per liberare altre risorse, per cercare di convincere la Commissione europea a poter liberare risorse per avere una maggiore disponibilità”, ha sottolineato ancora. Il premier ha poi annunciato che ci sarà anche un secondo pacchetto di privatizzazioni che, più in avanti, sarà da “negoziare”.
Letta ha dichiarato che le dismissioni discusse dal Cdm riguardano Eni, Stm e Enav come partecipazioni dirette, e Sace, Fincantieri, Cdp reti, Tag e Grandi stazioni per quelle indirette. Nel pacchetto di privatizzazioni ci sarà anche “un’operazione per la cessione di quote Eni senza che vada sotto la quota del 30% attraverso un buy back che Eni ha già annunciato di fare e che l’anno prossimo consentirà di avere un 3% di azioni in sovrannumero rispetto al 30% e che venderemo al mercato”, ha detto il premier. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha spiegato che la cessione della quota Eni è limitata “a quel 3% che risulterà per effetto dell’azione di buy back, quindi la nostra quota di possesso di capitale dell’Eni – ha osservato – risulterebbe accresciuta fino al 33%”. “Possiamo ridurre di questo 3% – ha continuato – e rientrare in una quota più bassa che ci consente di mobilizzare circa 2 miliardi di euro senza scendere al di sotto della quota del 30%”.
Il governo prevede “una dismissione dell’ordine del 60% nel caso della Sace e anche del 60% per le Grandi Stazioni – ha poi precisato -, le altre invece sono di carattere minoritario: il 40% per l’Enav, il 40% della Fincantieri e nel complesso delle privatizzazioni che verranno fatte con la vendita sul mercato di reti in possesso attualmente di Cdp il tasso sarà dell’ordine del 50%”.
Il decreto legge per l’abolizione della seconda rata dell’Imu slitta intanto a martedì prossimo. “Ho letto interpretazioni maliziose, ma il rinvio è legato esclusivamente ad un fatto formale”, ha spiegato il premier.
Letta ha anche annunciato che gli acconti fiscali saranno “rinviati al 10 dicembre”.
Durante il Cdm è stata ascoltata, tra l’altro, una relazione del commissario Carlo Cottarelli, Letta ha sottolineato: “Sulla spending review ci giochiamo molto del lavoro prossimo”. “Abbiamo valutato e deciso che le risorse trovate saranno finalizzate a tre grandi obiettivi: un ulteriore carico di riduzione di tasse sul lavoro, la maggior parte delle risorse sarà destinato a questo scopo; alcuni investimenti produttivi mirati di spesa pubblica; riduzione di debito e deficit”, ha spiegato ancora aggiungendo che “ogni ministero ha iniziato a prendere le misure rispetto al lavoro di Cottarelli”.
Il Cdm, ha infine annunciato Letta, ha disposto di presentare due emendamenti alla legge di stabilità, uno per “le risorse per i malati di Sla” e l’altro per il settore dell’autotrasporto.

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