Stranieri tra i banchi di scuola: Sicilia indietro con solo il 2,8% - QdS

Stranieri tra i banchi di scuola: Sicilia indietro con solo il 2,8%

Liliana Rosano

Stranieri tra i banchi di scuola: Sicilia indietro con solo il 2,8%

venerdì 29 Novembre 2013 - 06:00
Stranieri tra i banchi di scuola: Sicilia indietro con solo il 2,8%

Gli studenti con diversa cittadinanza si trovano soprattutto a Palermo (3.000) e Catania (1.700). Miur: nell’Isola 23.492 alunni non italiani, la maggior parte viene dalla Romania

PALERMO – Gli alunni stranieri nelle scuole italiane sembrano diminuire. Il boom dei primi anni del terzo millennio è un semplice ricordo e gli alunni stranieri nati in Italia si apprestano al sorpasso sui coetanei nati all’estero.
Il fenomeno sembra quindi cambiare. A certificarlo è l’ultima pubblicazione del ministero dell’Istruzione sugli “Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano”, con dati aggiornati all’anno scolastico 2012/2013.
In Sicilia, la percentuale è tra le più basse: tra i banchi di scuola siede soltanto il 2,8 per cento degli alunni stranieri. Un totale che riguarda sia le scuole dell’infanzia che la scuola secondaria di primo e secondo grado. Complessivamente gli studenti di nazionalià straniera sono 23.492, un numero molto esiguo se si pensa che in Lombardia ce ne sono oltre 190 mila. Nell’Isola, la maggior parte degli alunni non italiani viene dalla Romania, seguita dalla Cina, India, Marocco e Albania. Piccole percentuali anche dal Perù e dall’Ucraina.
La città di Palermo è la più multiculturale con quasi 4 mila alunni seguita da Catania (1.700 alunni stranieri) e Messina (1.300). La regione con più stranieri nelle scuole è l’Emilia Romagna, dove il 15 per cento degli alunni sono censiti come stranieri, seguita dall’Umbria con il 14,1 per cento. Anche in Lombardia la percentuale è abbastanza alta: il 13,7 % degli alunni viene da un altro paese. Mentre in Campania si registra la minore presenza di non italiani tra i banchi di scuola: appena il 2%.
Ma spesso si tratta di alunni che, pur avendo genitori stranieri, risultano nati sul suolo nostrano. I dati sugli alunni stranieri rimandano necessariamente alla questione dello ius soli di cui si discute in questi giorni sui banchi della politica e non solo. Il diritto alla cittadinanza nel paese in cui si nasce non viene riconosciuto in Italia. Secondo i dati del Ministero, a livello nazionale, sono quasi 800.000 gli alunni stranieri che frequentano la nostra scuola.
è nella scuola primaria che si concentra il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana (276.129), seguono la secondaria di II grado (175.120), quella di I grado (170.792) e la scuola dell’infanzia (164.589). Nell’anno scolastico 2000/2001 gli alunni stranieri erano l’1,7% del totale, oggi sono l’8,8%.
Dai dati emerge chiaramente che nella scelta del percorso dell’istruzione secondaria di II grado, gli alunni stranieri prediligono la formazione tecnica (scelta dal 41,1% dei nati in Italia e dal 38,2% dei nati all’estero) e professionale (scelta dal 29,8% dei nati in Italia e dal 39,8% dei nati all’estero) e guardano con interesse al liceo scientifico (14,8% e 10,1%).
Le ragazze invece preferiscono gli studi magistrali, il liceo classico e quello linguistico, avvicinandosi ancora di più alle scelte delle loro coetanee italiane. I paesi più rappresentati sono Romania (18,89% del totale degli stranieri), Albania (13,31%) e Marocco (12,47%).
E anche se gli oltre 786mila alunni stranieri provengono da più di 200 stati sparsi in ogni angolo del pianeta, la presenza italiana è ben definita: l’81% degli alunni stranieri proviene dai 19 stati (Romania, Albania, Marocco, Cina, Moldavia, Filippine, India, Ucraina, Ecuador, Perù, Tunisia, Pakistan, Macedonia, Egitto, Bangladesh, Senegal, Nigeria, Polonia, Ghana) che registrano una presenza superiore alle 10mila unità. Mentre il 45% delle presenza è di origini rumena, marocchina e albanese.

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