Dominano le pensioni di assistenza - QdS

Dominano le pensioni di assistenza

Gaetano Cusimano

Dominano le pensioni di assistenza

mercoledì 16 Settembre 2009 - 00:00

Dagli ultimi dati Istat pubblicati in materia pensionistica al 31 dicembre 2007, il quadro della situazione in Sicilia. Importo medio da 11 a 9 mila euro contro 14 mila euro per quelle di invalidità, vecchiaia e superstiti

PALERMO – Dalla recente pubblicazione Istat sui dati pensionistici al 31 dicembre 2007, più interessante si presenta, per le ricadute economiche e per le differenze a carico della nostra regione, la distribuzione per classi di importo mensile della pensione. Si rileva immediatamente che in Sicilia il 26 per cento dei pensionati percepisce una pensione mensile minore di 500 euro, contro il 22 per cento in Italia, che il 36 contro il 29 per cento si colloca nella classe 500-1000 euro mensili, e che il 18 contro il 24 per cento riceve una pensione mensile compresa nella classe 1000-1500 euro; nelle classi successive cambia il segno e l’entità della disuguaglianza a favore alla media dei pensionati del paese.
In Sicilia 50.000 pensionati, e cioè il 5,8 per cento del dato Italia, percepiscono mensilmente meno di 250 euro, mentre 33.000 pensionati, pari al 6,2 per cento, percepiscono mensilmente almeno 3.000 euro.
A spiegare le evidenziate differenze Sicilia-Italia concorre la diversa composizione dei pensionati secondo la tipologia della pensione. Come abbiamo ricordato nel servizio del Qds di giovedì scorso, la composizione prevalente considera le seguenti tipologie: le pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs), le pensioni indennitarie e le pensioni assistenziali. Al riguardo può essere utile ricordare che le pensioni di vecchiaia e di invalidità sono corrisposte per effetto dell’attività lavorativa svolta dalla persona protetta; in caso di morte tali prestazioni possono essere corrisposte ai superstiti. Le pensioni indennitarie sono costituite da rendite per infortuni sul lavoro e malattie professionali, quelle assistenziali hanno lo scopo garantire un reddito minimo a persone incapaci di procurarselo a causa di menomazioni congenite o sopravvenute o semplicemente per età avanzata.
Per ragione di spazio ci limitiamo a rilevare che le pensioni Ivs assorbono il 59 per cento in Sicilia ed il 67 per cento in Italia del numero di pensionati denunciando uno scostamento di otto punti, compensato da scostamenti di tre punti (16 contro 13 per cento) per le pensioni indennitarie e di cinque punti per quelle assistenziali (25 contro 20 per cento). Si tratta di scostamenti prevedibili imputabile sia ad un minore tasso di occupazione della Sicilia sia più in generale al minore livello di sviluppo e di benessere della popolazione siciliana. Può essere utile aggiungere che l’importo medio annuo delle prestazioni pensionistiche diminuisce passando dalle pensioni Ivs (14.390 euro), che presentano in Sicilia una minore incidenza, a quelle indennitarie ed assistenziali (11.598 e 9,257 euro), che presentano invece una maggiore incidenza rispetto all’Italia. I dati qui presentati e commentati forniscono un quadro sufficientemente esaustivo della situazione pensionistica, soprattutto in un periodo in cui tutti, a torto o a ragione, invocano una riforma delle pensioni. Vogliamo solo aggiungere, per evidenziare ulteriormente le differenze Sicilia-Italia, che nella nostra regione il numero di pensionati si ragguaglia all’82 per cento del numero di occupati, contro il 70 per cento in Italia, e che questo rapporto si abbassa a 58 per 100 occupati per gli uomini e sfiora il tetto di 129 per le donne denunciando i bassi tassi di occupazione della Sicilia.

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