Ddl stabilità, è farsa all’Ars mai arrivato - QdS

Ddl stabilità, è farsa all’Ars mai arrivato

Raffaella Pessina

Ddl stabilità, è farsa all’Ars mai arrivato

mercoledì 11 Dicembre 2013 - 15:00
Ddl stabilità, è farsa all’Ars mai arrivato

Mistero sul Ddl, mentre si dividono i fondi per i contributi agli enti. Ardizzone ha ancora bacchettato la Giunta regionale

PALERMO – Sono ripresi ieri i lavori d’Aula all’Assemblea regionale ed in apertura di seduta il presidente del Parlamento siciliano, Giovanni Ardizzone ha ancora una volta bacchettato il Governo regionale perché fino a quel momento ancora non erano pervenuti i documenti finanziari agli uffici di competenza dell’Ars.
“L’Assemblea non è in grado di lavorare – ha detto Ardizzone – perché quello che sa è solo ciò che viene reso noto dalla stampa. I tempi sono stati abbondantemente superati. Lo avevo già fatto notare, ma la situazione non è mutata. La presidenza dell’Ars non è pertanto in condizioni di procedere”. Così Ardizzone ha concluso il suo intervento.
Su richiesta del gruppo Pid-Grande sud, l’Assemblea regionale siciliana ha rinviato a questo pomeriggio l’esame del ddl sulla spending review e degli altri provvedimenti all’ordine del giorno, sull’Irfis, sui consorzi di fidi, sulla promozione della ricerca in ambito sanitario, e il ddl-voto per l’apertura di un casinò a Taormina. La commissione Bilancio ieri non si è potuta riunire per assenza del Governo e dovrebbe riunirsi questa mattina.
Il segretario regionale dell’Udc Giovanni Pistorio, a margine di una riunione del gruppo all’Ars, ha dichiarato ironicamente che ha “preso atto di questa finanziaria così straordinaria e innovativa… ma i contenuti non sono ancora noti se non per anticipazioni giornalistiche”. Pistorio ha confermato la mancanza di dialogo nella maggioranza sui documenti contabili che ancora non sono arrivati all’Ars. “La studieremo con grande cura – ha detto – e cercheremo di inserire alcuni elementi che rispondono alla nostra sensibilità e agli interessi che l’Udc rappresenta, che sono quelli di un area moderata con una cultura fortemente riformista”.
Intanto la Giunta regionale ha provveduto all’assegnazione ai vari dipartimenti dei fondi necessari per la concessione di contributi a enti e associazioni. L’importo complessivo ripartito è di 12 milioni 35 mila euro. Al dipartimento Pubblica Istruzione vanno 2.842.172 euro, al dipartimento Famiglia 3.452.608, al dipartimento Pianificazione strategica 1.000.000, al dipartimento Interventi strutturali in agricoltura 943.937, al dipartimento Beni Culturali 1.616.323, al dipartimento Turismo 2.161.551.
E, sulla questione dei fondi agli Enti, interviene Marco Falcone (Pdl – Fi) dicendo che “Nonostante le promesse del Governatore i non vedenti siciliani, circa 35 mila, si vedono ancora negati il diritto alla cultura, allo studio e all’assistenza specialistica”. “L’Unione Italiana Ciechi, per mancanza di fondi,- spiega il parlamentare – non è più in grado di garantire ai non vedenti siciliani i servizi sinora assicurati. Sono a rischio, anche, le attività della Stamperia regionale Braille e del Centro regionale Helen Keller per l’addestramento dei cani guida, istituiti dalla Regione siciliana con LR 4/2001”. Falcone ha detto che presenterà subito un ordine del giorno che impegna il Governo a liquidare in tempi stretti i fondi necessari per l’assistenza ai non vedenti.
Sempre nella seduta di ieri il presidente Ardizzone ha voluto commemorare Nelson Mandela, scomparso lo scorso 5 dicembre, emblema della lotta contro l’apartheid. “Mandela – ha detto il Presidente dell’Ars – è stato un uomo che ha combattuto e unito. Un uomo di lotta e di pace. Un grande esempio che ha pagato, con una lunghissima reclusione in carcere, le proprie battaglie di civiltà. Proprio per questo, però, i valori che ha trasmesso sopravvivranno anche dopo la sua morte. I suoi insegnamenti passano alle generazioni future e a quanti, in tutto il mondo, cercano di costruire una società più giusta che rifiuta la violenza. Con la sua vita ha dimostrato che un mondo più equo e solidale è possibile”. Al termine del suo discorso è stato osservato un minuto di silenzio in segno di cordoglio e solidarietà.

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