Manager sanità siciliana, tutti i nomi dei papabili. Ma Crocetta avverte: "C'è ancora qualche indesiderabile" - QdS

Manager sanità siciliana, tutti i nomi dei papabili. Ma Crocetta avverte: “C’è ancora qualche indesiderabile”

redazione

Manager sanità siciliana, tutti i nomi dei papabili. Ma Crocetta avverte: “C’è ancora qualche indesiderabile”

mercoledì 22 Gennaio 2014 - 17:00
Manager sanità siciliana, tutti i nomi dei papabili. Ma Crocetta avverte: “C’è ancora qualche indesiderabile”

Secondo un'indiscrezione dell'Ansa sarebbero 27 i candidati con le carte in regola per occupare uno dei 17 posti di dirigente. Esclusi 44 concorrenti su 76 (per vari motivi, tra cui problemi con la giustizia). Di Mauro (Pds-Mpa) accusa: "Nei posti chiave gli amici del presidente"

Sarebbero 27 i candidati con i requisiti in regola a concorrere per i 17 posti di manager della sanità pubblica in Sicilia. L’elenco potrebbe salire a 32 se nella rosa dovessero rientrare anche un paio di candidati con esperienza di manager fuori al di fuori dall’isola. In base a quanto risulta all’Ansa, i criteri di valutazione su cui sta ragionando il governo Crocetta per la scelta dei dirigenti generali di Asp e ospedali metterebbero fuori gioco 44 dei 76 nominativi inseriti nell’elenco.
Tra gli esclusi chi ha già svolto il ruolo di manager o commissario nella sanità in Sicilia per lunghi periodi, chi ha esperienza solo nel settore privato, chi non ha un curriculum sanitario e chi ha problemi con la giustizia. Al vaglio invece la posizione di cinque candidati che hanno ricoperto l’incarico di manager in altre Regioni.
Chi si gioca il posto. La rosa ristretta, rispetto all’elenco di 76 candidati, comprende: Maurizio Aricò, 58 anni di Palermo; Francesco Basile, 58 anni di Catania; Giampiero Bonaccorsi, 52 anni di Catania; Salvatore Burgaletta, 56 anni di Ragusa; Antonio Candela, 48 anni Palermo; Giuseppe Capodici, 56 Siracusa; Rosario Di Lorenzo, 59 di Rosolini; Ferdinando Di Vincenzo, 63 di Catania; Salvatore Nuccio Ficarra, 58 di Mazarino; Giovanna Fidelio, 57 anni; Francesco Foloridia di Modica; Francesco Garufi, 60 di Verbania; Giuseppe Giammarco di Catania; Ida Gropssi, 56 anni; Michele Gulizia, 53 anni di Catania; Renato Li Donni di Palermo; Giovanni Migliore, 52 anni di Palermo; Calogero Muscarnero, 56 di Sciacca; Giuseppe Noto, 58 anni di Palermo; Oliviero Guido; 58 anni di Boves (Cuneo); Marco Testuccia, 50 di Taormina; Giacomo Sampieri, 52 anni; Ignazio Tozzo, 48 anni; Gennasio Venuti, 58 anni di Cinisi; Michele Vullo, 57 anni di Palermo; Mario Zappia, 51 anni di Bronte. Dell’elenco potrebbero fare parte anche Valerio Fabio Alberti, 60 anni di Padova; Corrado Betagni di Savigliano (Cuneo); Antonio D’Urso, 51 anni di Roma; Roberto Ferri, 66 anni di Tarvisio (Udcine) e Pietro Grasso, 57 anni di Roma.
Crocetta conferma la white list, ma avverte “C’è ancora qualche indesiderabile”. “Ho visto le indiscrezioni dell’Ansa sulla scrematura dei manager sanitari che stiamo selezionando e sono molto vicine alla realtà”. L’ha detto il presidente della Regione a margine di una conferenza stampa a Villa Sofia, commentando le prossime nomine dei manager della sanità. “Certo, qualche indesiderabile – ha proseguito – credo ci sia ancora”.
“Voglio fare subito le nomine dei manager della sanità – ha aggiunto il governatore nel pomeriggio – avrei illustrato i criteri di scelta nel vertice di maggioranza di ieri ma è poi saltato. Comunque voglio chiudere entro la fine della settimana”.
Ma Roberto Di Mauro (Pds-Mpa) accusa: "Nei posti chiave gli amici del presidente".
"Sulle nomine dei manager della sanità il governo della Regione da un lato smentisce sé stesso e dall’altro conferma che al di là degli spot televisivi e dei vuoti proclami, ci si intende muovere nel solco della amiciziocrazia, mettendo in posti chiave gli amici del presidente e del Megafono, forse anche in vista della campagna elettorale".
Lo ha dichiarato il capogruppo del Partito dei Siciliani-MpA all’Ars Roberto Di Mauro che sottolinea come "il Governo ha infatti prima detto che i criteri adottati sarebbero stati improntanti alla meritocrazia e alla valutazione attenta dell’esperienza e del curriculum dei candidati, ma oggi il presidente si lancia in annunci che sembrano confermare soltanto un elemento di valutazione: la vicinanza politica e personale al Megafono e al suo leader".

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