D’Alia alla Sicilia: “Fare le riforme che servono” - QdS

D’Alia alla Sicilia: “Fare le riforme che servono”

Raffaella Pessina

D’Alia alla Sicilia: “Fare le riforme che servono”

martedì 28 Gennaio 2014 - 06:00
D’Alia alla Sicilia: “Fare le riforme che servono”

Il ministro siciliano invoca sburocratizzazione e soppressione province. Il Commissario Aronica: “Gli attacchi li metto nel conto”

PALERMO – Saranno erogati in ritardo gli stipendi dei regionali, tra diretti e lavoratori degli enti e delle società collegate. Si tratta di uno degli effetti dell’impugnativa del Commissario dello Stato alla legge di stabilità regionale. “La finanziaria è in via di pubblicazione – ha detto l’assessore regionale all’Economia Luca Bianchi – poi ci saranno i pagamenti”. Verranno pagati prima i dipendenti diretti mentre per i 40.000 dipendenti delle società e degli enti collegati alla Regione, il problema è più complesso.
“Non è facile e riguarda anche il governo centrale – ha aggiunto Bianchi – con cui stiamo dialogando e ci stiamo incontrando. Il problema l’ha creato il Commissario dello Stato e tocca anche a Roma risolverlo”. Il commissario Aronica, cassando due terzi dei 50 articoli, ha bloccato spese per circa 570 milioni di euro, con effetti di agitazioni e proteste da parte dei dipendenti interessati, i cui sindacati hanno già annunciato dei sit-in per sollecitare la Regione a chiedere l’intervento dello Stato per risolvere la questione. In particolare i sindacati hanno indetto per martedì 4 febbraio un sit-in davanti a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza, e comunicano che in quella sede saranno decise ulteriori azioni di protesta. I sindacati ritengono “che non esistano più i presupposti per la ricerca di un dialogo nella certezza che questo governo continuerà a massacrare l’intera categoria”.
Getta acqua sul fuoco il ministro della Pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia, leader siciliano dell’Udc, che ha detto: “La bocciatura del bilancio della Regione non va drammatizzata”. E aggiunge “siamo una Regione con un debito pubblico molto alto e ciò pesa gravemente sulle spalle dei siciliani. Se ci sono quindi delle perplessità da parte del Commissario dello Stato, va fatto un ragionamento sereno”. E sulla possibilità di un rimpasto D’Alia ha detto di non essere interessato alla questione. “Un anno fa – ha aggiunto – noi abbiamo fatto un patto di governo per sostenere Crocetta con il Pd. E’ stato un anno difficile perchè il Governo si è dovuto far carico di tante cose sbagliate del passato. Oggi, ritengo che si debba passare a fare quelle riforme che servono come: burocrazia regionale e soppressione delle province”.
Il Commissario dello Stato Carmelo Aronica dal canto suo ribatte di aver fatto il suo dovere e respinge le accuse del Governatore Crocetta di una “censura politica”. “Forse qualcuno scorda che nel 2012 abbiamo impugnato 80 norme della finanziaria di Lombardo – ha dichiarato Aronica – Gli attacchi li metto nel conto, ma non li temo. Solo si rifletta prima di dire certe cose”.
Sul fronte politico tiene banco il prossimo congresso regionale del Partito democratico previsto per il 16 febbraio. La corrente renziana, avrebbe trovato un’intesa unitaria convergendo su Fausto Raciti, segretario nazionale dei giovani democratici e deputato, eletto alle scorse politiche dopo aver bypassato le primarie perché inserito nel listino di Pierluigi Bersani. Su Raciti punterebbe anche il Megafono, il movimento vicino al presidente della Regione Rosario Crocetta. Raciti, sfiderà il segretario uscente Giuseppe Lupo a cui sarebbe stato offerto l’incarico di capogruppo all’Ars del Pd, ma il segretario avrebbe declinato l’offerta. L’area che fa capo a Pippo Civati schiera Antonella Monastra, consigliere comunale a Palermo. Il quarto uomo è il deputato nazionale Giuseppe Lauricella, figlio dell’ex presidente dell’Ars Salvatore.

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