Muos, gli Stati Uniti non si fermano - QdS

Muos, gli Stati Uniti non si fermano

redazione

Muos, gli Stati Uniti non si fermano

mercoledì 29 Gennaio 2014 - 17:45
Muos, gli Stati Uniti non si fermano

Confermato il programma di giugno: tra il 24 e il 26 gennaio installate le tre antenne paraboliche del Muos che non è ancora operativo. Protestano cittadinanza e associazioni. Attesa per la sentenza del Tar del prossimo marzo.

NISCEMI (CL) – Nei giorni scorsi sono stati completati, nella base americana di contrada Ulmo a Niscemi, i lavori di montaggio delle tre grandi parabole satellitari, del diametro di 20 metri ciascuna, che permetteranno il funzionamento del Muos, il sistema di difesa satellitare ad altissima frequenza duramente contestato dalla popolazione perché i suoi campi magnetici sarebbero dannosi alla salute e alla navigazione aerea del vicino aeroporto Maglicco di Comiso.
Le proteste di questa estate non hanno bloccato il cronoprogramma a stelle e strisce. Gli americani, già nel giugno scorso, avevano fissato tra il 24 e il 26 gennaio i tempi di realizzazione per le tre antenne paraboliche della stazione di terra Muos. Tuttavia il sito non è ancora operativo e così sarà anche per i prossimi mesi. L’ambasciata statunitense ha inoltre precisato di essere in contatto col ministero della Difesa e con l’Arpa Sicilia per strutturare un sistema di monitoraggio dell’area. Per l’avvio definitivo, previsto non prima di alcuni mesi, occorrerà attendere il via libera della Difesa.
“I rappresentanti del governo statunitense – si legge nella nota dell’Ambasciata – opereranno a stretto contatto con gli interlocutori italiani durante le fasi finali della costruzione, confermando l’impegno nei confronti del popolo siciliano a garantire che il sito non sarà pienamente operativo fino al completamento di tutti i test di sicurezza e finché non verrà installato un sistema di monitoraggio. In base ai test finora effettuati da autorità italiane e americane e ai dati relativi alle altre tre stazioni MUOS già operative negli Stati Uniti e in Australia, abbiamo piena fiducia che il sistema non presenterà rischi per la salute”.
La protesta, tuttavia, non si placa. Oggi è stata Legambiente a riprendere le fila del dibattito sull’avviamento del sistema satellitare americano. “Oltre allo scempio ambientale, al grave danno per la salute dei cittadini, la vicenda del Muos di Niscemi si è arricchita di un altro vergognoso elemento. Lo stato di diritto calpestato e il mancato rispetto delle istituzioni che devono decidere sulla regolarità dell’impianto”. Le parole di Mimmo Fontana e Gianfranco Zanna, rispettivamente presidente e direttore della sezione siciliana dell’associazione del cigno Sicilia, esprimono i pensieri di molti attivisti che in questi anni si sono spesi contro l’attivazione del sistema (il comitato No Muos esiste dal 2009).
La rapidità dell’azione potrebbe derivare anche dalla necessità di anticipare la sentenza del Tar prevista il marzo prossimo. “In questi giorni – hanno spiegato gli ambientalisti – i responsabili della base americana hanno scelto di accelerare i tempi, facendo lavorare gli operai giorno e notte, per arrivare alla prossima sentenza del Tar, che dovrà decidere sul ricorso di Legambiente, con l’installazione delle antenne completata. L’obiettivo chiaro è quello di mettere tutti davanti al fatto compiuto, alla necessità che non si può più tornare indietro”.

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