Quella brutta e sporca autostrada Messina-Catania - QdS

Quella brutta e sporca autostrada Messina-Catania

redazione

Quella brutta e sporca autostrada Messina-Catania

venerdì 31 Gennaio 2014 - 12:00
Quella brutta e sporca autostrada Messina-Catania

Il presidente del Gal Terre dell'Etna e dell'Alcantara, Concetto Bellia, scrive a Rosario Crocetta per denunciare lo stato di "totale abbandono" dell'A18

“È triste e vergognoso attraversare un così bel tratto stradale (bello per i luoghi percorsi), lasciato al totale abbandono”. Lo scrive il presidente Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara, Concetto Bellia, parlando dell’Autostrada A18 Messina-Catania in una lettera inviata al presidente della Regione Rosario Crocetta nella quale sottolinea lo stato di “totale abbandono” dell’A18 e chiede al Governatore di spingere “gli organi preposti al controllo per interventi energici che risolvano i problemi”.
“La segnaletica – sottolinea Bellia – è vecchia, sporca e poco leggibile, lo spartitraffico caratterizzato dalla crescita smodata delle piante e delle infestanti, le aree di sosta sono cumuli di immondizia, le gallerie completamente al buio, per non parlare poi dei servizi igienici presenti nelle aree di rifornimento”. (sull’argomento leggi anche l’inchiesta del QdS)
Nella lettera, inviata anche all’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Cartabellotta, Bellia spiega come il Gal sia titolare del progetto “Viaggiare nella Ruralità” per la valorizzazione in termini turistici delle sue aree rurali che prevede la possibilità di scendere dal bus in determinate fermate, visitare l’area circostante e poi risalire aspettando un’altra corsa così da proseguire con il tour.
“Nessuna giustificazione può trovare riscontro, se non, mi permetto di dirlo con forza – continua Bellia – nella incapacità di chi è stato destinato a gestire questa importantissima infrastruttura, per la quale gli utenti pagano un pedaggio immediato che genera un’enorme flusso di denaro liquido nelle casse del consorzio”.
“Non si può invitare ospiti, fare tanti, enormi sforzi per farli arrivare proprio da noi e creare intrattenimenti interessanti – conclude – se poi non curiamo proprio la prima cosa che osservano al loro arrivo. Come invitare qualcuno nella più bella casa che abbiamo e poi far trovar loro immondizia, sporcizia, incuria proprio all’ingresso”.

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