Dal 2015 in dieci anni via i residui attivi - QdS

Dal 2015 in dieci anni via i residui attivi

Raffaella Pessina

Dal 2015 in dieci anni via i residui attivi

sabato 01 Febbraio 2014 - 06:00
Dal 2015 in dieci anni via i residui attivi

Lo ha deciso il Consiglio dei ministri per tutte le Regioni italiane. Bianchi: “La Sicilia partirà dal 2014, dunque in undici anni”

PALERMO – È stata trovata una soluzione a Roma per il Governo Crocetta che ha avuto la finanziaria falciata dalla corposa impugnativa del Commissario dello Stato. Il governo regionale potrà predisporre una norma che consenta la gradualità nel recupero delle somme a copertura – con risorse interne e senza ricorrere a un nuovo debito – dei residui attivi ritenuti inesigibili (circa 3,5 miliardi euro su un totale di 12 miliardi), a fronte dei quali il Commissario dello Stato aveva bloccato spese per 570 milioni previste nella legge di stabilità.
Il recupero potrà essere diluito nel corso degli anni e il governo nazionale ha riconosciuto la possibilità di liberare le risorse del Fondo di garanzia per i residui attivi per la Sicilia (600 milioni di euro circa). Il tavolo tecnico sarà riconvocato con la partecipazione, oltre che dei rappresentanti nazionali e di Regione siciliana, anche del Commissario dello Stato. In particolare il Consiglio dei Ministri ha varato ieri una norma che consentirà a diverse regioni italiane di rientrare in dieci anni dagli impasse in materia di residui attivi a partire dal 2015. L’Assessore Bianchi ha fatto sapere che la Regione Sicilia chiederà di cominciare dal 2014, facendolo così diventare di 11 anni. “Questa strategia consentirà di recuperare l’impasse di 500 milioni di euro che saranno riassegnati in parte agli enti e ai destinatari originali – ha detto Bianchi – ma non a tutti”.
Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio ha firmato ieri il decreto di nomina della Commissione paritetica per i rapporti Stato-Regioni della Regione siciliana. La Commissione risulta composta dai professori Ida Nicotra e Antonio La Spina, di nomina governativa, e da Giuseppe Verde e Pino Zingale, di nomina regionale.
Intanto è stata pubblicata ieri sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana la manovra finanziaria senza le parti impugnate dal commissario dello Stato, che ne ha cassato i due terzi circa. Con questo passaggio vengono sbloccati i pagamenti, tra i quali gli stipendi e le pensioni dei regionali diretti. La pubblicazione era stata autorizzata dall’Assemblea regionale siciliana con un ordine del giorno approvato il 24 gennaio scorso e al quale adesso il Governo ha dato esecuzione.
Cambia il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars. A Giancarlo Cancelleri subentra il suo vice Francesco Cappello. Il nuovo capogruppo è stato eletto dai deputati all’Ars, che nell’occasione hanno eletto anche nuovo vicecapogruppo Valentina Zafarana, che a sua volta guiderà il gruppo tra sei mesi. La rotazione era già prevista all’atto dell’insediamento dei parlamentari siciliani e si ripeterà con cadenza semestrale fino alla fine della legislatura, cosa che già avviene sistematicamente per i gruppi parlamentari di Camera e Senato, dove l’avvicendamento avviene, però, ogni tre mesi. Avvocato, 43enne di Caltagirone, Cappello è componente della commissione Affari istituzionali e della commissione Verifica poteri nonché di quella per l’Esame delle attività dell’Unione Europea. Dal 20 giugno è anche vicepresidente della commissione per l’Esame dei disegni di legge relativi alla materia statutaria. Zafarana, insegnante, messinese di 34 anni, è componente della commissione Cultura, Formazione e Lavoro, oltre che di quella per la Vigilanza sulla biblioteca dell’Ars.
Sul fronte dell’inchiesta delle spese folli dei gruppi parlamentari all’Ars, ieri è stata la volta di altri due ex capogruppo: Livio Marrocco (Fli) e Cataldo Fiorenza (Mpa). Entrambi hanno deciso di non presentarsi davanti ai magistrati che li avevano convocati ieri per interrogarli ed hanno quindi deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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