Rischio sanatorie selvagge, per l'assessore all'Ambiente è falso - QdS

Rischio sanatorie selvagge, per l’assessore all’Ambiente è falso

redazione

Rischio sanatorie selvagge, per l’assessore all’Ambiente è falso

martedì 04 Febbraio 2014 - 19:00
Rischio sanatorie selvagge, per l’assessore all’Ambiente è falso

Allarme dei Cinquestelle: secondo recenti pronunce del Cga i Comuni e la Regione sarebbero obbligati a esaminare le domande di sanatoria non controllate. Mariella Lo Bello: "notizia priva di fondamento"

Per i Cinquestelle in Sicilia c’è il reale pericolo di una “sanatoria selvaggia” dopo che il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) accogliendo alcuni ricorsi ha “svelato” una falla nella legge regionale approvata dall’Assemblea siciliana che 11 anni fa recepì solo i termini di presentazione delle domande contenuti nella norma nazionale, dell’allora governo Berlusconi, senza la parte relativa all’impossibilità di sanare gli immobili costruiti in aree a vincolo relativo.
Secondo il Cga, dunque, tutte le domande di sanatoria non esaminate da Comuni e Regione devono essere esaminate. L’assessorato regionale al Territorio, come riporta “la Repubblica di Palermo” on line, ha appena diramato una circolare che avvisa tutti gli enti locali che le pratiche vanno tutte controllate.
Secondo l’ultimo monitoraggio dell’assessorato, le domande non esaminate perché non potevano accedere al condono Berlusconi sono 6.162. A Palermo il Comune ha già autorizzato l’esame delle pratiche.
I Cinquestelle hanno predisposto un disegno di legge, che sarà discusso in commissione Ambiente martedì prossimo, “per sbarrare la strada al riesame di migliaia di pratiche”, definendolo “ammazza sanatorie”.
“Ho avuto via libera dal presidente dell’Ars – dice il presidente della commissione Giampiero Trizzino – Bisogna fare in fretta, il rischio è che altri Comuni seguano l’esempio di Palermo e diano il via libera al riesame di migliaia di pratiche, che, alla luce di una discutibile interpretazione di un parere del Cga, potrebbe stravolgere il volto dell’isola e sanare abusi ovunque”.
Ma per l’assessore all’Ambiente è una “balla”.
“Quanto è stato diffuso da diversi esponenti del mondo politico e associazionistico e ripreso con enfasi da diversi organi di stampa, non ha alcun fondamento: l’assessorato regionale Territorio e Ambiente non ha mai avallato interpretazioni sbrigative, né ha mai inteso derogare dalla stretta osservanza della normativa tutt’ora vigente che, chiaramente, esclude in Sicilia, ogni e qualsiasi possibilità di riaprire, ex post, i termini di riproposizione di nuove istanze o di riesame improprio di migliaia di casi di abusivismo”. Lo precisa l’assessore regionale all’Ambiente, Mariella Lo Bello.
“Proprio per fare chiarezza sulla delicata questione che è stata sollevata impropriamente, ho diramato un’apposita circolare che in maniera inequivocabile, appellandosi proprio alla corretta interpretazione del parere del Cga – afferma l’assessore – applica esegeticamente il complesso quadro normativo vigente in tema di sanatoria che per la Sicilia, è bene ricordarlo, in quanto competente in maniera esclusiva, discende delle norme previste dalla l.r. n. 37/85. Con tale circolare sono stati invitati tutti gli enti preposti alla gestione del territorio e ai vincoli connessi, nonché gli stessi Comuni che dovranno esprimersi al riguardo, a procedere a istruire tutte le istanze, anche quelle insistenti su aree sottoposte a vincoli relativi (paesaggistico, idrogelogico), acquisendo dalle rispettive Autorità preposte, preliminarmente alla chiusura del procedimento istruttorio, i relativi pareri a salvaguardia del vincolo medesimo”.

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