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Catania – Bed & breakfast e ristorazione qui le regole valgono per pochi

Melania Tanteri

Catania – Bed & breakfast e ristorazione qui le regole valgono per pochi

mercoledì 05 Febbraio 2014 - 08:00
Catania – Bed & breakfast e ristorazione qui le regole valgono per pochi

Dopo due weekend di intensi controlli nei locali della città, gli stessi operatori chiedono il giro di vite. La denuncia: “Passate al setaccio le strutture extralberghiere, poco trasparenti”

CATANIA – Cibi conservati male, mancate corrispondenze tra quanto scritto sopra il menù e la realtà e lavoratori irregolari. Sono queste alcune delle scoperte che gli agenti di Polizia, coordinati dal questore di Catania, Salvatore Longo, hanno effettuato nelle scorse settimane nell’ambito dei controlli a tappeto voluti dalla Questura che, appositamente, ha istituito una task-force, proprio per accertare il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie, la corretta conservazione degli alimenti, l’osservanza delle norme contrattuali in materia di assunzione dei lavoratori e il rispetto della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Una vera e propria squadra, composta dalla Polizia Scientifica, da personale dell’Asp 3 del distretto di Catania – Unità operativa di Igiene Pubblica, dall’Unità operativa di Sanità Pubblica Veterinaria, dall’Unità operativa di Controllo e Vigilanza degli ambienti di Lavoro, dall’Inail, dall’Ispettorato del Lavoro, dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia municipale commerciale, che nel giro di due settimane ha portato al sequestro di tonnellate di cibo conservato in modo scorretto, e all’apposizione dei sigilli per qualche locale “recidivo”.
La serie di controlli ha portato, inoltre, a multare alcuni titolari per mancanza di autorizzazioni o dell’osservanza delle norme contrattuali in materia di assunzione dei lavoratori (emersione del lavoro nero).
Una serie di operazioni portate avanti con la collaborazione dell’amministrazione cittadina che ha messo a disposizione la Polizia municipale, che ha coadiuvato gli agenti di polizia e gli ispettori sanitari. Come evidenziato dall’assessore alla Sicurezza urbana, Rosario D’Agata che è intervenuto immediatamente dopo il primo dei blitz, sottolineando come il Comune abbia contribuito concretamente alle operazioni di Polizia e come, nelle intenzioni dell’amministrazione Bianco, vi sia il contrasto all’illegalità a 360 gradi.
“L’operzione della Polizia – ha affermato l’assessore – è nata dal coordinamento tra la Questura e il Comune di Catania, che ha più volte sollecitato a maggiori controlli per affermare la legalità”.
Secondo il delegato del sindaco Bianco, inoltre, le operazioni potrebbero andare avanti, investendo anche altre tipologie di locali, ad esempio i cosiddetti “arrustri e mangia”, che proliferano soprattutto nella zona di via Plebiscito e del Castello Ursino e i paninari, che negli ultimi anni sono sorti ovunque.
Una richiesta che viene anche dal mondo delle associazioni a tutela dei consumatori, come il Mec o il Codacons che chiedono alle forze dell’Ordine di proseguire nell’azione di controllo dei locali dediti alla ristorazione. Lo chiede, ad esempio, il segretario nazionale del Codacons, Francsco Tanasi, secondo cui sarebbe necessario estendere i controlli a tappeto a tutti gli esercizi che somministrano alimenti e bevande compresi quelli ambulanti. “Tale azione di controllo – ha affermato Tanasi – oltre a essere garanzia per i consumatori, si caratterizza per essere tutela nei confronti degli operatori onesti che rispettano le regole impegnando risorse umane e finanziarie”.
Insieme ai ristoratori e agli utenti, però, anche gli albergatori chiedono un ulteriore giro di vite. In particolare, sono gli esponenti della Confcommercio, sezione Bed & Breakfast a chiedere che vengano passate al setaccio anche le strutture extralberghiere, poco trasparenti

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