Liberi conzorzi, scontro sull’elezione indiretta - QdS

Liberi conzorzi, scontro sull’elezione indiretta

Raffaella Pessina

Liberi conzorzi, scontro sull’elezione indiretta

venerdì 14 Febbraio 2014 - 01:00
Liberi conzorzi, scontro sull’elezione indiretta

Il termine per gli emendamenti è stato fatto slittare alle 20 di ieri. Il centro-destra insiste per il presidente dei Consorzi

PALERMO – Ancora una volta un braccio di ferro a Palazzo dei Normanni: questa volta attorno alla riforma delle province, che sembra non trovare una soluzione. La riforma prevede la soppressione delle province e al loro posto la creazione di liberi consorzi (di comuni) e tre città metropolitane (Palermo, Catania e Messina). Mercoledì la minoranza ha chiesto una sospensiva ed è stata convocata una conferenza dei capigruppo nel corso della quale è stato deciso un ulteriore rinvio.
Ieri in apertura di seduta ancora non era stato trovato un accordo e così i lavori d’aula sono stati aperti e rinviati alle 18 dal vicepresidente Antonio Venturino. Il centrodestra ha chiesto ancora una volta l’elezione diretta quantomeno del presidente dei Consorzi, il governo punta ad allargare la platea dei votanti ai consiglieri comunali che formano il Consorzio. Ovviamente il termine degli emendamenti, che in un primo tempo era stato fissato alle 20 di mercoledì, è slittato al giovedì sera. Si avvicina pericolosamente la scadenza del 15, se, in caso di mancato varo del testo, si dovrebbe tornare a votare per gli organismi degli enti. Deluso il deputato regionale del Pd Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali: "Se si tornasse a votare per le province si sancirebbe il fallimento di questa legislatura. Sarebbe una iattura per la nostra regione, un vero e proprio baratro nel quale finirebbero anche coloro che si oppongono alla soppressione delle province". Il capo dell’opposizione all’Ars, Nello Musumeci ha detto che "Buona parte della maggioranza vorrebbe che si tornasse a votare per le province. Ci vorrebbe più coraggio da parte dei colleghi della maggioranza: farebbero bene a dire che questa riforma è una vergogna, un pasticcio indigeribile".
Gianfranco Vullo del Pd ha detto che "All’Ars c’è un partito in agguato fatto da chi vuole far votare a maggio e dunque lavora ad affossare la legge". Il Movimento 5 stelle si è rivolto al web, affidando ai cittadini la decisione sulla posizione da assumere sulla riforma.
Si sono susseguite per ore riunioni di maggioranza alla presenza del Governatore Crocetta per trovare un accordo su una riforma condivisa. In alternativa l’Ars rinvierà ad altra data e il Governo dovrà prorogare i commissari che per ora si stanno occupando di gestire le province in via di estinzione.
Intanto in Commissione Attività produttive si affronta il problema del settore agrumicolo. I componenti della commissione si recheranno martedì prossimo a Palagonia (Catania). Alla trasferta, richiesta dal deputato M5S Giancarlo Cancelleri, parteciperà anche l’assessore alle Risorse agricole e alimentari, Dario Cartabellotta. "Bisogna uscire dalla logica dell’emergenza – afferma Cancelleri – e cominciare a pianificare interventi di sostegno con una solida progettualità alla base. Il distretto Agrumi di Sicilia, presieduto dalla dottoressa Argentati, rappresenta uno strumento oramai necessario, al quale l’assessore Cartabellotta deve dare, con decreto, l’importanza dell’unica interfaccia con la quale l’amministrazione regionale deve dialogare e programmare per le possibilità e le criticità di questo settore”.

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