Crollo dell'occupazione in Sicilia - QdS

Crollo dell’occupazione in Sicilia

Michele Giuliano

Crollo dell’occupazione in Sicilia

giovedì 13 Marzo 2014 - 04:00
Crollo dell’occupazione in Sicilia

L’edilizia spinge tutti nel baratro. Negli ultimi 5 anni sono andati in fumo il 70 per cento dei posti di lavoro nella nostra Isola. Anche il commercio in caduta libera: molti si rifugiano dietro gli ammortizzatori

PALERMO – Sempre più disoccupati con particolare emergenza legata all’edilizia che praticamente è ferma o quasi. E se a soffrire in questo modo sono le tre città metropolitane dell’Isola, vale a dire Palermo, Catania e Messina, allora si capisce bene che il quadro del mercato del lavoro è anche peggio rispetto a ciò che si prevede. La situazione è oramai al collasso un po’ ovunque e se neanche nelle grandi città esistono più opportunità occupazionali significa quasi certamente che in Sicilia non esistono sotto questo aspetto isole felici. C’è Palermo che soffre maledettamente, nel commercio e nell’edilizia in particolare.
Nel commercio, ha denunciato la Filcams, quasi 2.000 su 5.500 iscritti oggi usufruiscono di ammortizzatori sociali. Nel settore edilizio l’occupazione è calata del 35 per cento, le aziende del settore metalmeccanico sono in crisi con i lavoratori in mobilità, alla Fiat tutti i lavoratori sono in cassa integrazione. Addirittura sempre sul fronte edile il sindacato mette in evidenza che negli ultimi 5 anni sono andati in fumo il 70 per cento dei posti di lavoro.
Nella sola provincia di Palermo si è passati da 18.883 operai attivi censiti nel 2008-2009 a 12.180. Cioè 6.703 operai in meno, con un aumento vertiginoso del lavoro nero: “In questi anni sono cadute nel vuoto le nostre richieste di convocare tutti i soggetti interessati alla sicurezza dei cantieri in Prefettura – sostiene Mario Ridulfo, segretario provinciale della Fillea palermitana -. A distanza di anni e di lutti nei cantieri ci chiediamo: ma forse le istituzioni, in questa fase di crisi, considerano il lavoro nero come una forma di ammortizzatore sociale?”.
A Catania stesso identico trend in negativo, nessun settore praticamente è esente da notevoli difficoltà. Ecco perché la Cisl catanese confida molto nei poteri delle istituzioni ai vari livelli per risollevare la situazione davvero allarmante: “I governi – spiega la segretaria della Cisl, Rosaria Rotolo – devono elaborare progetti in grado di impegnare le risorse europee e creare le condizioni perché il territorio sia attrattivo. La Regione siciliana si assuma l’impegno di rendere il costo energetico meno pesante per la produzione. Le imprese, dal canto loro, devono investire su ricerca e innovazione e assumere una maggiore responsabilità sociale verso i territori su cui insistono e verso i lavoratori che impiegano”.
A Messina i numeri sono da brivido: si conta, sulla base dei dati Istat, la perdita di ben 13 mila posti di lavoro tra il 2012 e il 2013. Secondo l’ultimo allarmante quadro occupazionale il tasso di occupazione relativo alla fascia d’età tra i 15 e i 64 anni dal 2012 al 2013 è sceso dal 44,3 al 41,5 per cento; gli occupati tra i 25 e i 34 anni scendono dal 43,3 del 2012 al 40,6 per cento del 2013. I dati sulla disoccupazione evidenziano percentuali alte proprio nella fascia d’età tra i 18 e i 29 anni con un balzo di ben 9 punti in un anno (dal 43,1 al 52,1 per cento) e nell’altra importante fascia d’età, quella tra i 25 e i 34 anni, con un tasso di disoccupazione totale relativo sempre al 2013 del 33,4 rispetto al 25,9 per cento del 2012.


L’approfondimento. Disoccupazione giovanile salita al 45,5 per cento
Dando uno sguardo ai dati dell’occupazione e la disoccupazione in Sicilia e nei territori di Palermo e Trapani, si può parlare di vero allarme sociale. La disoccupazione secondo i dati Istat ha raggiunto nell’Isola il 21 per cento, il 20,7 a Palermo, il 22,5 a Trapani. Gli occupati sono il 39,3 per cento in Sicilia, il 37,4 a Palermo e 39,8 a Trapani. Ad allarmare è la disoccupazione giovanile (intesa dai 18 ai 29 anni) salita al 45,5 per cento nei dati regionali, al 44,8 nel capoluogo siciliano, al 46,8 a Trapani. Dato che sale ad oltre il 50 per cento se si guarda agli under 25, il 53,8 per cento in Sicilia, il 53 a Palermo, il 53,6 a Trapani. Solo a Trapani, rispetto al 2012, ci sono 7.500 occupati in meno e nella provincia si raggiunge -40 per cento. Il quadro nero che allarma i sindacati, tocca settori dunque cruciali, come è a Trapani l’edilizia, nell’ultimo anno scesa del 3 per cento, reggono un po’ meglio l’industria, il turismo e i servizi. E come a Palermo è il settore metalmeccanico, dove sono oltre 2 mila i lavoratori in cassa integrazione fra Palermo e provincia e dove sono circa 200 quelli che hanno perso il posto di lavoro già da due anni. La condizione più preoccupante riguarda i settori del commercio, dell’agricoltura, dell’industria metalmeccanica, del settore edile e dei servizi alle imprese.

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