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Catania – Impianto di cremazione: tutto bloccato

Desiree Miranda

Catania – Impianto di cremazione: tutto bloccato

giovedì 01 Maggio 2014 - 15:00
Catania – Impianto di cremazione: tutto bloccato

L’assessore ai Lavori pubblici, Bosco: “Vogliamo costruirlo, ma si dovrà pensare a nuovi spazi. Stiamo cercando una soluzione”. Il progetto del Comune di Catania è pronto dal 2008, ma da allora è rimasto chiuso in un cassetto

CATANIA – Il progetto esecutivo per la realizzazione di un impianto di cremazione all’interno del cimitero di Zia Lisa è pronto dal 2008, ma oggi, lì dove la struttura dovrebbe sorgere, non c’è ancora nulla. Non solo l’impianto non esiste, ma l’amministrazione comunale non è nemmeno in grado di fornire tempi certi per la sua realizzazione.
Il problema è che, seppure le varie amministrazioni che si sono succedute – compresa quella attuale guidata da Enzo Bianco – abbiano inserito il progetto nel Piano triennale delle opere pubbliche e dichiarato pubblicamente l’intensione di dare questo servizio ai cittadini catanesi e non solo, il terreno non sarebbe più disponibile. Si è venuta a creare, infatti, una strana situazione secondo cui il terreno destinato all’impianto di cremazione dall’allora sindaco Umberto Scapagnini, è stato poi destinato a un altro progetto, a quanto pare di una confraternita, per la realizzazione di spazi tombali.
“L’impianto di cremazione vogliamo farlo – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Luigi Bosco – ma si dovrà pensare a nuovi spazi, oltre che a revisionare il progetto che ormai è almeno in parte superato”. Nessun chiarimento sul perché debba essere trovato un altro spazio per l’impianto di cremazione, primo destinatario del terreno, e non per il progetto della confraternita. Va infatti considerato che, a oggi, il terreno è ancora libero.
“Stiamo cercando una soluzione” ha aggiunto Bosco. Mentre l’assessore all’Ecosistema urbano, Rosario D’agata ha spiegato che l’amministrazione attende di “capire se è possibile realizzare entrambi i progetti sulla stessa aerea. Aspettiamo la relazione degli uffici”.
Le idee non sono chiare e dunque si dovrà attendere ancora affinché i catanesi possano avere questo servizio da parte dell’amministrazione. Eppure il progetto esecutivo è nei cassetti di Palazzo degli Elefanti da anni. A chiedersi il perché di questi ritardi è anche Maurizio Zappalà, architetto incaricato dal Comune nel 2004 per la progettazione definitiva ed esecutiva per la parte edile-civile dell’impianto di cremazione. “La conformità con gli obiettivi delle normative vigenti – ha affermato – l’impatto urbanistico e ambientale dell’intervento, la particolare integrazione tra più azioni previste, la qualità delle caratteristiche tecnologiche e il grado di fattibilità, fanno sì che la mia proposta, che gode di tutte le autorizzazioni di legge e dell’approvazione tecnica d’ufficio, sia volta a garantire un reale e concreto servizio per la cremazione nell’hinterland catanese”.
“Tutto è in regola – ha ribadito – e pronto da tempo, ma quello che manca è la volontà politica. Non si spiega altrimenti perché si spinga per spostare il primo progetto piuttosto che il secondo”.
L’impianto di cremazione di Catania, per cui è stata destinata una superficie di circa 4.500 metri quadrati, dovrebbe essere costituito da una sala cerimonie, un ambiente ottagonale destinato a tutti i tipi di riti religiosi e laici, un crematorio e un’area di attesa interna ed esterna dove trascorrere il tempo tra le due funzioni. Prevista anche una sala per la vestizione e preparazione di chi officerà le esequie e una sala d’attesa per i parenti, dove prima della restituzione delle ceneri del defunto potranno seguire, attraverso una tv a circuito chiuso, tutti i passaggi del feretro. Previsto, infine, uno specchio d’acqua all’interno della sala per i funerali e un giardino esterno.

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