Formazione, l’Albo... vede l’alba - QdS

Formazione, l’Albo… vede l’alba

Michele Giuliano

Formazione, l’Albo… vede l’alba

martedì 06 Maggio 2014 - 05:00
Formazione, l’Albo… vede l’alba

Entro giugno tutti i nomi in Gurs. L’assessore Scilabra annuncia l’imminente pubblicazione ma ci saranno circa mille esclusioni. In questo modo scende a poco più di 7 mila il numero dei dipendenti degli enti

PALERMO – Il tanto atteso Albo degli operatori della formazione professionale in Sicilia è quasi pronto. La sua pubblicazione è imminente e già si parla di una “carneficina” in fatto di lavoratori esclusi. Il che significa per loro anche licenziamento in tronco dagli enti di appartenenza. In mille sembrano essere destinati a non essere inseriti come abilitati. Un’anticipazione che arriva dalla bocca dell’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra.
Quindi gli operatori in Sicilia non sono più 8.339, come pubblicato nell’elenco provvisorio. Nel dettaglio queste le esclusioni: 311 sono state le istanze per le quali si è rinvenuto un contratto a tempo determinato; 391 sono state le assunzioni avvenute oltre il 31 dicembre 2008; 244 gli esclusi per mancanza dei requisiti morali; 24 i soggetti dimissionari, 85 gli esclusi per incompletezza della domanda presentata. “Abbiamo riscontrato un migliaio di irregolari che non possedevano i requisiti che avevamo richiesto. Entro giugno l’albo sarà definito e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale”. La Scilabra ha ricordato anche che a circa 200 enti è stato revocato l’accreditamento perché coinvolti in inchieste giudiziarie, lasciando aperta la porta alla speranza di tutti i formatori “in regola”: “Non abbandoneremo nessuno – ha ribadito l’assessore – nel percorso del Ciapi di Priolo saranno assorbiti tutti i licenziati di Anfol, Aram, Anfe e via discorrendo ma anche i 1.800 lavoratori del progetto Prometeo”.
Intanto il settore è sempre più in subbuglio. In questi giorni i dipendenti degli enti della formazione professionale, facenti capo alle tre organizzazioni sindacali, Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil-Scuola, sono scesi in strada a Palermo per protestare proprio contro la gestione del settore. E di altre iniziative simili se ne ripeteranno ancora nei prossimi giorni.
“L’odierno dibattito sulla formazione professionale evidenzia il ritardo del Governo Crocetta nell’offrire risposte ed indirizzi in base ai quali si intende riformare il settore” commenta il deputato della Lista Musumeci, Gino Ioppolo, intervenendo all’Assemblea regionale siciliana nel dibattito sulle mozione in tema di formazione professionale. “Siamo tutti più o meno d’accordo nell’evidenziare le criticità ed i limiti del sistema della formazione in Sicilia – ha dichiarato Ioppolo – più orientata a garantire i gestori della formazione che ad offrire vere prospettive di occupazione. Occorre adesso fare un salto di qualità e anziché di analisi retrospettive abbiamo bisogno di individuare linee di indirizzo che siano veramente innovative”. Ioppolo, insieme ai colleghi di gruppo, ha presentato un disegno di legge basato su due principi: “Salvaguardare la professionalità dei formatori e collegare la formazione al mondo delle imprese e della produzione, attraverso meccanismi di premialità che consentano di ottenere risultati migliori in termini occupazionali. Chiedo al presidente dell’Assemblea e all’Aula tutta – ha concluso – che questo disegno di legge venga esaminato al più presto”.


L’approfondimento. In un unico elenco tutti i lavoratori del settore
La mancata iscrizione all’albo comporta l’automatico decadimento delle assunzioni e probabilmente proprio per questo motivo le procedure di verifica da parte del governo regionale sono andate molto a rilento. L’Albo unico degli operatori della formazione siciliana è una sorta di elenco in cui si “schedano” tutti i lavoratori degli enti accreditati con il relativo profilo professionale, mansioni e livello di inquadramento. A chiedere sul tema un confronto è anche il deputato regionale del Pd Filippo Panarello: “Si deve discutere con tutte le forze politiche e le rappresentanze sociali per mettere in campo una profonda riforma della formazione professionale in Sicilia che tenga conto di tre punti fondamentali: no ai carrozzoni, buon utilizzo dei fondi comunitari e tutela dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato”. Dal canto suo l’assessore Scilabra ha dimostrato di avere la scorsa dura rispetto alle tantissime polemiche che gli sono volate addosso: “C’era bisogno di moralizzare il sistema – ha ribadito in questi giorni – perché è stato in balìa di un contesto poco pulito che ha finito per rendere tutto marcio. Ora serve una formazione di qualità”.

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