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Campania: alla Regione favoritismi nelle nomine

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Campania: alla Regione favoritismi nelle nomine

mercoledì 21 Maggio 2014 - 06:00
Campania: alla Regione favoritismi nelle nomine

Arrestato il presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, candidato Ncd

NAPOLI – L’ennesimo terremoto giudiziario scuote violentemente anche il Consiglio regionale della Campania, e in particolare il suo presidente Paolo Romano, candidato alle prossime elezioni europee nella lista Ncd, che è stato arrestato per tentata concussione. A Romano, ora ai domiciliari, vengono contestate pressioni per far nominare il direttore sanitario e amministrativo dell’Asl di Caserta. Romano, proprio perché candidato per Bruxelles, si era autosospeso dall’incarico in Consiglio.
Pressioni e minacce per le nomine – Secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta che hanno eseguito le indagini, Romano, nel corso di vari incontri avuti con l’attuale direttore dell’Asl di Caserta, Paolo Menduni, avrebbe fatto riferimento ad una sorta di accordo politico che prevedeva la spartizione di incarichi apicali nella pubblica amministrazione regionale.
Il presidente del Consiglio regionale campano – secondo quanto sottolinea il procuratore della Repubblica, Corrado Lembo – avrebbe inoltre esercitato pressioni e minacce verso il funzionario per costringerlo a revocare le nomine di dirigenti che Menduni avrebbe effettuato senza assecondare le sue indicazioni. La richiesta di arresto è stata depositata lo scorso 3 febbraio, provvedimento poi adottato dal gip il 15 maggio. Il giudice, come ricostruisce il procuratore della Repubblica, ha qualificato più gravemente i fatti contestati a Romano individuando “nelle condotte poste in essere dallo stesso minacce strumentali ai suoi fini illeciti e non invece l’ipotesi dell’indebita induzione, ipotizzata dalla Procura nella sua richiesta cautelare”.
È stato proprio Menduni, a raccontare con dovizia di particolari agli inquirenti gli incontri avuti con Romano, “le pressioni e le minacce subite per operare nomine ‘gradite’”, come evidenzia il procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo. Le sue dichiarazioni “sono state poi confermate da altri dirigenti dell’Asl casertana che ai magistrati hanno parlato di un clima fortemente ostile a Menduni, di ‘forme d’attacco’ e pressione del potere politico verso l’Asl mai visto in tanti anni nell’Asl, tanto che qualcuno ha riferito che era in atto un’operazione tesa alle dimissioni di Menduni”.
Inoltre, “elementi significativi di prova emergono anche dal contenuto delle conversazioni telefoniche intercettate nelle quali Romano – rileva Lembo – manifestava la propria preoccupazione per la denuncia presentata dal Menduni”.

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