Programmazione Ue, non spesi 2,3 mld di euro - QdS

Programmazione Ue, non spesi 2,3 mld di euro

Raffaella Pessina

Programmazione Ue, non spesi 2,3 mld di euro

martedì 10 Giugno 2014 - 06:00
Programmazione Ue, non spesi 2,3 mld di euro

Conferenza stampa di Crocetta: “Non vi sarà ritardo su agenda 2014-2020”. Attacco alle Partecipate e rilancio della natalità delle imprese

PALERMO – Conferenza stampa ieri pomeriggio del Presidente della Regione, Rosario Crocetta, per relazionare sulla situazione della programmazione europea 2007/2013. Alla Sicilia restano diciotto mesi per chiudere i conti senza perdere neppure un euro: per ora sono stati certificati 1 miliardo e 700 milioni di euro, adesso si deve operare per il residuo, pari a 2,3 miliardi di euro.
Il governatore ha assicurato che non vi sarà alcun ritardo sulla nuova Agenda 2014-2020 (circa 7 miliardi, quattro dei quali di provenienza comunitaria). Vincenzo Falgares (dipartimento regionale Programmazione) ha detto che sono cinque gli obiettivi da raggiungere: rafforzamento rapido delle misure anticicliche, favorendo la natalità delle imprese e l’occupazione e lanciando un piano di opere per infrastrutture pubbliche; competitività del sistema economico, sostenendo l’innovazione e migliorando l’efficienza dei servizi pubblici; valorizzazione del patrimonio culturale e naturale; qualità della vita, puntando a periferie più vivibili, ad aree marginali più accessibili e al rafforzamento delle competenze; sostenibilità ambientale e qualità dei servizi ambientali.
Il nuovo ciclo di programmazione, in definitiva, ha proseguito Falgares, “mira a costruire un vantaggio competitivo durevole basato sulla capacità di diversificazione produttiva e specializzazione tecnologica”.
Nello specifico: la digitalizzazione dei processi amministrativi; la promozione della competitività delle piccole e medie imprese mediante l’incentivazione degli investimenti e dell’accesso al credito, la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera, e degli incendi. A seguire, l’efficientamento dell’amministrazione pubblica, il potenziamento di sistemi di trasporto sostenibili, l’investimento nell’istruzione, formazione e formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente.
Il Governatore ha parlato di eliminare le partecipate entro un anno. “Vogliamo vendere le nostre quote – ha detto – e stiamo valutando le opportunità. Del resto queste società quando guadagnano incassano loro, quando perdono scaricano il personale sulla Regione”. “Resteranno solo le poche società strategiche”.
Intanto ieri pomeriggio si è definitivamente conclusa la tornata elettorale che aveva compreso ion prima battuta le consultazioni europee con il primo step delle amministrative e ieri i ballottaggi. È stato del 47.74% il dato finale dell’affluenza negli 8 Comuni della Sicilia dove si è votato fino alle 15 di ieri. Rispetto al primo turno coincidente con le europee del 25 maggio la partecipazione è calata del 20,37%: avevano infatti votato due settimane fa il 68,11% degli elettori.
Infine all’Ars i lavori d’Aula riprenderanno domani pomeriggio. Intanto si registra la nota di Nello Dipasquale del Megafono che lamenta il mancato inserimento nell’ordine del giorno dell’Aula del disegno di legge n. 663 del 10 dicembre 2013 che riguarda nuove disposizioni in merito all’impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili strumentali all’esercizio d’impresa.
“I produttori – ha detto Dipasquale – hanno preferito buttare a terra le proprie produzioni orticole piuttosto che ricavarne pochi centesimi sul mercato, stroncati dalla concorrenza degli altri Paesi e senza che si intervenga opportunamente”. Questa mattina si terrà in commissione Bilancio l’audizione di Maurizio Graffeo, presidente delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti, e alla vigilia del giudizio di parificazione del rendiconto della Regione per il 2013.

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