Occupazioni stagionali tengono a galla il mercato del lavoro - QdS

Occupazioni stagionali tengono a galla il mercato del lavoro

Serena Giovanna Grasso

Occupazioni stagionali tengono a galla il mercato del lavoro

martedì 01 Luglio 2014 - 05:30
Occupazioni stagionali tengono a galla il mercato del lavoro

Gli ultimi dati Excelsior Unioncamere parlano di un saldo positivo per le assunzioni in estate. Cuochi, camerieri, addetti ai servizi di pulizia e addetti alle vendite in negozio

PALERMO – Sembra di poter finalmente respirare una boccata di ossigeno per i tanti in cerca di un’occupazione. Secondo i dati diffusi appena qualche giorno fa dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, per il secondo trimestre dell’anno in corso si prospetta un numero pari a 250 mila nuove assunzioni, ben 18.000 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dato che restituisce un saldo molto più che positivo pari a +72.550; saldo che riesce a sopperire anche alle uscite non certamente poco trascurabili (-177.530). Saldo altresì positivo che arriva dopo ben 3 trimestri.
Partendo da queste floride premesse, rileviamo come il saldo entrate – uscite si mantenga positivo in tutte le regioni seppur con intensità differenti. In questo contesto la Sicilia si colloca tra le prime sette regioni per saldo più elevato. Nel secondo trimestre 2014 si prospetta che nell’Isola siano stati attivati 14.730 nuovi contratti, contro i 10.690 in uscita, dati dalla cui somma algebrica viene generato un saldo positivo pari a 4.040 unità. Le sei regioni che anticipano l’Isola sono Emilia Romagna (il cui saldo è pari a +10.100), Veneto (+8.340), Campania (+7.030), Toscana (+6.630), Lazio (+6.460) ed infine Puglia (+6.420).
Mentre i risultati peggiori sono conseguiti dalla Basilicata, regione per cui si prospetta un saldo seppur positivo pari solo a 300 unità, o anche il Friuli Venezia Giulia il cui saldo positivo è pari a +770. In generale, è proprio tra Sud ed Isole che si registra il saldo più alto in assoluto a livello nazionale, pari a +25.530 unità.
Ma esattamente come abbiamo esordito, la boccata di ossigeno che si respira è una pura “apparenza”, ben 104 mila delle 255 mila nuove assunzioni fanno riferimento agli impieghi stagionali, dunque con una data di scadenza ben impressa. Infatti, il settore turistico fin troppo arginato alla stagionalità, da solo è riuscito a far registrare un saldo positivo pari a 63 mila nuovi posti di lavoro. Mentre il settore manifatturiero continua incessantemente ad arretrare.
Ritornando alle professioni legate al turismo, fortissima è la concentrazione di assunzioni previste nel settore terziario, elevata è la domanda di profili professionali destinati specificatamente a tali attività, quali cuochi, camerieri e simili (61mila quelli previsti in entrata), in vetta tra le 4 professioni che occupano saldamente le prime posizioni della graduatoria per numero di assunzioni previste. A seguire, si incontrano le 18mila entrate di personale non qualificato addetto principalmente ai servizi di pulizia, gli oltre 15mila commessi di negozi ed esercizi all’ingrosso e i quasi 10mila addetti all’accoglienza, informazione e assistenza alla clientela.
Sicuramente oggi non possiamo parlare di uscita dalla crisi grazie a questi dati, che non fanno altro che porsi come da tampone per un breve periodo. Professioni che per l’essenzialità delle competenze richieste sono aperte alla totalità delle popolazione attiva dal punto di vista lavorativo e nella quasi totalità dei casi non richiedono alcun titolo di studio.

A Messina e Palermo il maggior numero di assunzioni
Secondo un’analisi che tiene conto dei disaggregati per provincia, noteremo come la situazione siciliana si presenti alquanto variegata. Caltanissetta è l’ultima provincia d’Italia che chiude con un saldo assolutamente negativo pari a -130. Terz’ultima e quint’ultima si presentano rispettivamente le province di Enna e Siracusa, con -70 e
-30. Dunque, ben tre delle otto province che registrano il segno meno sono siciliane.
In una posizione intermedia, rispetto al contesto nazionale, si collocano Ragusa con un saldo pari a +210 e Agrigento con +360. Le restanti province siciliane, sebbene rappresentino la minoranza numerica, hanno registrano un’elevata quantità di nuovi contratti tali da compensare il saldo negativo che ha investito le restanti le province già citate. Assolutamente degne di nota sono Messina e Palermo con saldi positivi che superano le mille unità (si parla rispettivamente di 1.020 e 1.010). A concludere l’appello delle province siciliane troviamo le altrettanto meritevoli Trapani con +890 e Catania con +790.

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