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Messina – Contenzioso legale, una matassa e voci di spesa poco controllabili

Francesco Torre

Messina – Contenzioso legale, una matassa e voci di spesa poco controllabili

venerdì 11 Luglio 2014 - 11:30
Messina – Contenzioso legale, una matassa e voci di spesa poco controllabili

Rendite di posizione per gli avvocati, il consigliere Lo Presti reclama maggiore trasparenza. La Giunta propone: limitare gli incarichi esterni e raddoppiare lo staff comunale

Messina – Che la mano destra spesso non sappia quello che fa la mano sinistra, nell’entourage del sindaco Accorinti, è cosa ormai nota. Le iniziative solitarie della Giunta, alcune delle quali non condivise con le rappresentanze di Cambiamo Messina dal Basso in Consiglio comunale, hanno già generato corto circuiti e mal di pancia nella base elettorale, soprattutto in quella dal profilo identitario antagonista e ambientalista, contraria – per dirne una – alla realizzazione della discarica di Pace. La riforma del settore legale di Palazzo Zanca, oggi, potrebbe rappresentare in questo senso un’ulteriore minaccia all’unità. Peccato, perché sia la proposta di modifica del regolamento per l’affidamento di incarichi di patrocinio legale presentata in Consiglio da Nina Lo Presti, sia la delibera di Giunta con l’abolizione del Collegio di Difesa presentano elementi di grande interesse e condivisione.
Che gli incarichi legali al Comune abbiano rappresentato, per alcuni avvocati messinesi, una rendita di posizione, spesso associata alla vicinanza di alcuni gruppi politici, è cosa risaputa e del tutto ingiusta, come è pure un dato di fatto che il contenzioso legale sia da anni la voce più preoccupante del bilancio di Palazzo Zanca, in quanto la meno controllabile. Una riforma, dunque, era ed è auspicabile. Il fatto, però, che a distanza di due giorni si assista alla presentazione di due progetti distinti – uno del Consiglio e uno della Giunta – lascia perplessi sulla capacità di sintesi della nuova classe politica “dal basso”.
Quanto alla delibera di Giunta, approvata su proposta dell’assessore al contenzioso, Nino Mantineo, l’idea di fondo è che il Comune debba rendersi autonomo e limitare gli incarichi esterni. Per questo l’Avvocatura comunale passerà dall’attuale staff di 5 avvocati a un team di 10 legali, la ricerca dei quali sarà affidata ad un bando interno.
Prevista, inoltra, l’abolizione del Collegio di Difesa e la predisposizione di un nuovo regolamento per l’attribuzione di incarichi esterni, con il rinnovo dell’Albo dei legali di fiducia, il cui nuovo bando sarà emanato entro il prossimo 30 luglio e prevedrà sette sezioni distinte (Amministrativo; Lavoro; Civile; Penale; Tributario; Societario e Ambientale), con l’obbligo per gli avvocati interessati di poter indicare l’iscrizione ad un massimo di tre sezioni.
Lo scopo dell’iniziativa è evidente e del tutto condivisibile: ridurre i costi delle spese legali e razionalizzare gli incarichi. Meno burocratica e più ideologica (se ci passate il termine) è invece la proposta del consigliere Nina Lo Presti, i cui obiettivi sono colpire le rendite di posizione e garantire un accesso più trasparente agli incarichi esterni. Come? Introducendo delle novità, tra cui: il principio della “staffetta generazionale”; l’incarico tramite sorteggio; il divieto di cumulo; l’obbligo di comunicare l’eventuale affiliazione a logge massoniche. Un testo davvero rivoluzionario, insomma, forse troppo anche per questa Giunta, che infatti ha chiesto al consigliere di CMdB di ritirare la proposta. Le due iniziative, però, dall’esterno sembrano del tutto sovrapponibili. Si spera, dunque, che nell’entourage del sindaco qualcuno provi a “fare quadrato”.

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